AGGIORNAMENTO PER ADDETTI PREVENZIONE INCENDI E GESTIONE DELLE EMERGENZE

L’art. 37 comma 9 del D. Lgs. 81/08 afferma che “i lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico”.

Invece, l’Accordo Stato Regioni del 7 luglio 2016, nell’allegato 5 (corsi di aggiornamento) specifica che per l’aggiornamento degli addetti alla prevenzione incendi si fa riferimento al D.M. 10.03.98 specificando che non è previsto l’aggiornamento.

L’assenza di una disposizione regolamentare specifica in punto di aggiornamento non fa venir meno tale obbligo, ma lo lascia libero nelle modalità di adempimento.

Le fonti legislative, dunque, dispongono un aggiornamento “periodico” della formazione e dell’addestramento, in coerenza con il principio che le misure adottate in azienda per gestire i rischi devono essere mantenute efficaci (adatte a realizzare l’obiettivo per cui sono applicate) ed efficienti (capaci di svolgere la propria funzione nel tempo).

Tuttavia riguardo a questa periodicità nulla viene detto, salvo rinviare a futuri provvedimenti.

Poiché si parla in maniera imprecisata di periodicità, la prima cosa che viene da chiedersi è quale sia quella “giusta” (quella, cioè, che dovrebbe tenere al sicuro da contestazioni dell’Organo di vigilanza).

La risposta sin qui data ritiene che un valore sufficientemente cautelativo sia quello di una periodicità triennale (che in effetti è il valore minimo rinvenibile nei sacri testi).

Tuttavia, la questione merita di non essere messa sbrigativamente da parte con il pretesto che non ci sono specifiche indicazioni sulla (non detta) periodicità, ma va esaminata e risolta applicando il principio per cui tutte le volte che in ambito lavorativo si manifesta una qualsiasi esigenza di sicurezza non ancora fronteggiata con apposita misura, ad essa va data comunque una risposta adeguata e motivata.

Intanto occorre partire dal presupposto che, per definizione, l’aggiornamento (e già la radice della parola richiama al fattore cronologico) è il complesso delle azioni che si pongono in atto tutte le volte che si tratti di “sincronizzare” lo stato delle cose di una generica situazione con la variazione ad esso apportata dal mero trascorrere del tempo affinché il tutto si mantenga allineato all’evolvere delle circostanze.

Applicando questa considerazione alle attività aziendali, ne consegue immediatamente che se in azienda nulla è cambiato rispetto al rischio incendio ed alla gestione delle emergenze e se l’originaria formazione è stata efficace, non vi è luogo a dover aggiornare né questa né l’eventuale addestramento.

Per contro, sarebbe opportuno che si fissi la periodicità di tali aggiornamenti con cadenza triennale, ciò al fine di garantire che tutte le misure adottate in azienda per gestire i rischi rimangano efficaci ed efficienti nel tempo, al di là di eventuali cambiamenti in azienda.

Sicuramente, in occasione di qualsiasi variazione intervenuta nella organizzazione del lavoro, il SPP deve valutare le implicazioni sull’adeguatezza del complesso delle informazioni, istruzioni, formazione ed addestramento già erogati e adotta, se del caso, le pertinenti misure di aggiornamento di volta in volta rese necessarie dalla specifica variazione intervenuta.

Ma, come detto sopra, al di là del verificarsi o meno di una variazione significativa delle condizioni organizzative e tecniche prese in esame al momento della Valutazione dei rischi, il SPP deve garantire una periodicità triennale degli aggiornamenti al fine di garantire il raggiungimento di un adeguato livello di sicurezza nei confronti del rischio incendi.

Per far fronte alle numerose richieste di attivazione dei corsi di aggiornamento, la Direzione Centrale del Corpo dei Vigili del Fuoco ha emanato una circolare valida sull’intero territorio nazionale, secondo la quale gli aggiornamenti andrebbero ripartiti nel modo seguente:

  • Aggiornamento Addetti Antincendio in attività a rischio di incendio BASSO: 2 ore;
  • Aggiornamento Addetti Antincendio in attività a rischio di incendio MEDIO: 5 ore;
  • Aggiornamento Addetti Antincendio in attività a rischio di incendio ELEVATA: 8 ore.

La periodicità di tali aggiornamenti deve avvenire, al pari del corso di Primo Soccorso, con cadenza triennale.

E’ da sottolineare che, al momento, questa circolare non ha forza di legge, ma è comunque un’indicazione uniforme ed univoca che aiuta ad adempiere all’obbligo di aggiornamento periodico stabilito dal D. Lgs. 81/08.