AGGIORNAMENTO PER ADDETTI PREVENZIONE INCENDI E GESTIONE DELLE EMERGENZE

Le fonti legislative dispongono (cfr. art. 37.9 del T.U.S.L.) per gli Addetti ai servizi di Prevenzione Incendi e Gestione delle emergenze un aggiornamento “periodico” della formazione e dell’addestramento, in coerenza con il principio che le misure (tecniche o organizzative) adottate in azienda per gestire i rischi devono essere mantenute efficaci (adatte a realizzare l’obiettivo per cui sono applicate) ed efficienti (capaci di svolgere la propria funzione nel tempo). Tuttavia riguardo a questa periodicità nulla viene detto, salvo rinviare a futuri provvedimenti (che al momento non sembrano essere prossimi).

Poiché si parla in maniera imprecisata di periodicità, la prima cosa che viene da chiedersi è quale sia quella “giusta” (quella, cioè, che dovrebbe tenere al sicuro da contestazioni dell’Organo di vigilanza).

In genere, la risposta sin qui data dagli addetti ai lavori ha fatto riferimento, per analogia, a quanto prescritto in materia di aggiornamento della formazione in altri casi o settori di attività: comunemente si ritiene che un valore sufficientemente cautelativo sia quello di una periodicità triennale (che in effetti è il valore minimo rinvenibile nei sacri testi).

Tuttavia, poiché la disposizione di cui sopra è sanzionata, la questione merita di non essere messa sbrigativamente da parte con il pretesto che non ci sono specifiche indicazioni sulla (non detta) periodicità, ma va esaminata e risolta applicando il principio per cui tutte le volte che in ambito lavorativo si manifesta una qualsiasi esigenza di sicurezza non ancora fronteggiata con apposita misura, ad essa va data comunque (adeguata e motivata) risposta.

Di seguito, perciò, si propone qualche considerazione su come agire (e non rimanere inerti) di fronte a questa questione.

Intanto occorre partire dal presupposto che, per definizione, l’aggiornamento (e già la radice della parola richiama al fattore cronologico) è il complesso delle azioni che si pongono in atto tutte le volte che si tratti di “sincronizzare” lo stato delle cose di una generica situazione con la variazione ad esso apportata dal mero trascorrere del tempo affinché il tutto si mantenga allineato all’evolvere delle circostanze.

Applicando questa considerazione alle attività aziendali, ne consegue immediatamente che se in azienda nulla è cambiato rispetto al rischio incendio ed alla gestione delle emergenze e se l’originaria formazione è stata efficace, non vi è luogo a dover aggiornare né questa né l’eventuale addestramento.

Pertanto il punto di partenza deve essere una azione di riscontro del verificarsi o meno di una variazione delle condizioni organizzative e tecniche prese in esame al momento della Valutazione dei rischi (ovvero della sua più recente revisione), per cui:

  • se nulla di nuovo è intervenuto, non c’è che da prenderne atto in occasione della prima riunione periodica utile (e male non sarebbe se il RSPP ne convocasse comunque una anche nelle aziende che occupano meno di 15 lavoratori) annotando tale circostanza nel un punto del verbale in cui si tratta delle variazioni intervenute nella organizzazione del lavoro, oppure
  • se vi sono stati cambiamenti suscettibili di avere ripercussione sulla gestione dei rischi in argomento (e senza dimenticare che la riunione deve avere luogo, indipendentemente dalla sua periodicità annuale, in occasione di eventuali significative variazioni delle condizioni di esposizione al rischio) occorre provvedere, con tempistiche correlate alla rilevanza del rischio, ad aggiornare informazione, formazione ed addestramento (quando necessari), nei termini (durata, contenuti, personale coinvolto, modalità, ecc.) che il SPP avrà, motivatamente, stabilito (in forza della disposizione di cui all’art. 33.1, d).

Dopodiché, per una gestione completa del processo, occorre controllare che nel DVR sia esplicitamente fatto rinvio a queste procedure di aggiornamento della formazione (la cui programmazione, come appena visto, deve essere trattata a cura del SPP) e, ove nulla sia detto, aggiungere nel capitolo “Informazione, formazione e addestramento” una prescrizione del tipo “il SPP in occasione di qualsiasi variazione intervenuta nella organizzazione del lavoro ne valuta le implicazioni sull’adeguatezza del complesso delle informazioni, istruzioni2, formazione ed addestramento già erogati e adotta, se del caso, le pertinenti misure di aggiornamento di volta in volta rese necessarie dalla specifica variazione intervenuta“.

Ancora, per rendere credibile ed attuabile la prescrizione del punto precedente, occorre inserire nel DVR anche un richiamo in base al quale “tutti gli enti presenti in organigramma devono comunicare al SPP entro xx ore (max. 48) dal loro verificarsi le variazioni alla situazione corrente.

In sintesi, dunque, l’aggiornamento va fatto “tutte le volte che serve” e questo “fare ciò che va fatto tutte le volte che serve” deve essere il principio ispiratore della messa in essere di qualsiasi misura di sicurezza che debba presidiare un rischio.

Fonte: AiasSicurezza.it