AMMINISTRATORE-LAVORATORE: SÌ ALLA DOPPIA ISCRIZIONE INPS

Con la sentenza n. 17365/16, la Sezione Lavoro della Cassazione ha affrontato la  questione della  compatibilità  della  contemporanea iscrizione  presso  la gestione commercianti, di cui all’art. 29 Legge n. 1397/1960, come modificato dall’art. 1,  comma  203,  Legge n. 662/1996,  e alla Gestione Separata INPS, introdotta dall’art. 2, comma 26, Legge n. 335/1995, di un socio amministratore di  Srl  che, allo  stesso tempo, svolge attività  lavorativa all’interno della società.

Nel caso  di  specie ha trovato  accoglimento  la tesi  dell’ente previdenziale (INPS) secondo cui il socio lavoratore della Srl che svolga anche compiti  di amministratore è obbligato a una duplice contribuzione.

L’amministratore della Srl che è anche socio-lavoratore è obbligato a iscriversi sia alla Gestione commercianti dell’INPS (per l’attività di lavoro) sia alla Gestione separata (per l’attività di amministratore).  Per un’attività  di lavoro autonomo affiancata a una collaborazione come socio lavoratore nell’impresa non opera il  criterio  dell’attività  prevalente ma  ogni  attività segue il suo regime previdenziale.

Il caso
Gli ermellini hanno accolto un ricorso dell’INPS, in una controversia originata dall’impugnazione di alcune cartelle di pagamento collegate alla mancata iscrizione degli  opponenti  –  i  tre  soci  e amministratori  di  una Srl –  alla Gestione commercianti.

La decisione della Corte d’Appello, favorevole agli opponenti, è stata impugnata dall’ente  previdenziale sul  rilievo  della violazione e  la falsa applicazione dell’art. 1, commi 203, 207 e 208 L. n. 662 del 1996.

L’INPS ha evidenziato che la questione oggetto  di causa riguarda la compatibilità della contemporanea iscrizione alla Gestione commercianti e alla Gestione separata di un socio amministratore di Srl che, nel contempo, svolge attività lavorativa all’interno della società.

Secondo l’Istituto previdenziale, l’interpretazione letterale e sistematica della normativa di riferimento (art. 29 L. n. 1397/1960, come mod. dall’art. 1 co. 203 L. 662/1996, e art. 2 co. 26 L. n. 335/1995) deve fare propendere per la soluzione positiva della questione (nel senso dell’obbligo di doppia iscrizione e contribuzione), poiché la contemporanea iscrizione alle due Gestioni soddisfa la duplice esigenza di evitare che, grazie allo schermo società, la prestazione lavorativa del socio di SRL espletata nell’ambito dell’impresa sia sottratta alla contribuzione previdenziale obbligatoria e, nel contempo, di superare la preesistente disparità di trattamento tra i titolari di imprese individuali e i soci di società di persone rispetto ai soci di Srl,  quando la loro attività  prestata all’interno dell’azienda presenti le medesime caratteristiche.

La norma di cui al comma 208 dell’art. 1 della L. n. 662 del 1996, diretta ad evitare una duplice iscrizione attraverso l’individuazione delle attività espletate in misura prevalente, si riferisce, secondo l’INPS, alle attività assicurabili in diverse Gestioni per le quali viene in rilievo un solo reddito imponibile. Tali diverse Gestioni,  sempre  secondo  l’INPS,  non  possono  essere che  quelle speciali (commercianti artigiani e coltivatori diretti), in quanto solo nell’ambito delle corrispondenti attività possono configurarsi fattispecie unitarie ma caratterizzate dalla compresenza di elementi cosiddetti misti e dall’unicità del reddito.

A supporto della tesi dell’obbligo di doppia iscrizione e contribuzione per i soci/amministratori che lavorano in azienda l’Istituto previdenziale ha invocato la Legge 31 maggio 2010, n. 78, art. 12, co. 11, di interpretazione autentica.

L‘art. 1, comma 208 della Legge 23 dicembre 996, n. 662 si interpreta nel senso che le attività autonome, per le quali opera il principio di assoggettamento all’assicurazione prevista per l’attività prevalente, sono quelle esercitate in forma d’impresa dai commercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti, i quali vengono iscritti in una delle corrispondenti gestioni dell’Inps.
Restano, pertanto, esclusi dall’applicazione dell’art. 1, comma 208, Legge n. 662/96 i rapporti di lavoro per i quali è obbligatoriamente prevista l’iscrizione alla gestione previdenziale di cui all’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995, n. 335
”.

Fonte: Fiscal-focus.it