ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE 2018 (ADR): COS’È, COME FUNZIONA

ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONEL’assegno di ricollocazione 2018 conosciuto anche con l’acronimo di Adr è entrato a regime dal 14 maggio, vediamo cos’è e come funziona. Con l’articolo 23 del Decreto Legislativo n. 150/2015, è stata introdotta questa misura di politica attiva. E’ un assegno per i disoccupati spendibile per la propria riqualificazione e reinserimento lavorativo. Si può quindi usare a scelta del beneficiario presso i Centri per l’impiego, le Agenzie del Lavoro e gli altri Enti accreditati. L’assegno può essere richiesto al momento dai soggetti percettori di NASpI da almeno 4 mesi, tramite accordo di ricollocazione o in alcun casi dai percettori di reddito di inclusione.

Si passa pertanto da un aiuto economico ed un sostegno quasi esclusivamente reddituale, ad un mezzo rivolto soprattutto a reinserire socialmente e lavorativamente i soggetti beneficiari. Come funziona la misura? Chi ne ha diritto? A quanto ammonta l’assegno? Vediamolo nel dettaglio.

Assegno di ricollocazione 2018: a chi spetta

I soggetti ai quali è rivolto l’assegno di ricollocazione sono:

  • i disoccupati che hanno la NASpI da oltre 4 mesi;
  • i beneficiari del Reddito di Inclusione a determinate condizioni;
  • i lavoratori coinvolti nell’accordo di ricollocazione di cui all’articolo 24-bis del D.Lgs. n. 148/2015.

L’Assegno viene  attribuito a coloro che ne facciano richiesta:

  1. tramite il Centro per l’Impiego presso cui hanno sottoscritto il patto di servizio;
  2. attraverso la procedura telematica sul sito dell’ANPAL.

Adr, cos’è e come funziona

L’Adr sarà attribuito a coloro che ne facciano richiesta:

  • al Centro per l’Impiego presso cui hanno sottoscritto il patto di servizio;
  • attraverso la procedura telematica sul sito dell’ANPAL.

A tali soggetti sarà riconosciuto l’assegno individuale di ricollocazione, che sarà:

  1. graduato in base al profilo personale di occupabilità;
  2. spendibile presso i Centri per l’Impiego/servizi accreditati ex art. 12, D. Lgs. n. 150/2015.

È necessario, per fruire legittimamente del benefico, che il servizio sia richiesto entro due mesi dalla data di rilascio dell’AdR. Esso avrà una durata massima di sei mesi (prorogabile nel caso in cui non sia stato consumato l’intero ammontare dell’assegno, per altri sei mesi). Nel caso in cui il servizio non sia richiesto entro due mesi dalla data di rilascio dell’assegno, si avrà decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione a sostegno del reddito.

Avviso assegno di ricollocazione (Adr)

Al maturare delle condizioni per poter accedere all’assegno di ricollocazione, il sistema informativo unitario farà in modo di inviare un avviso al potenziale destinatario, descrivendone il funzionamento. Il potenziale destinatario dovrà comunque farne richiesta tramite sito ANPAL o CpI.

In caso di rilascio dell’assegno da parte del Cpi (dopo gli opportuni controlli) il destinatario avrà precisi oneri:

  1. dovrà prima recarsi dal soggetto erogatore nella data dell’appuntamento,
  2. nei primi 14 giorni successivi alla data di svolgimento del primo appuntamento dovrà essere assegnato il tutor e perfezionato il programma di ricerca intensiva.

Fonte: Lavoroediritti.com