BENI DELL’IMPRESA CONCESSI IN GODIMENTO A SOCI O FAMILIARI

BENI DELL’IMPRESA CONCESSI IN GODIMENTO A SOCI O FAMILIARI

Gli imprenditori, individuali e collettivi, devono comunicare – entro il prossimo 30 Ottobre per l’anno 2013 – i dati anagrafici dei soci o dei familiari che hanno ricevuto in godimento i beni dell’impresa (art. 2, co. 36-sexiesdecies del D.L. n.138/2011), tenendo presente che la comunicazione può essere effettuata in alternativa anche dai soci o familiari dell’esercente attività d’impresa.

Il provvedimento 2 agosto 2013 (Prot. n. 2013/94902) del Direttore dell’Agenzia delle entrate relativo a “Modalità e termini di comunicazione all’Anagrafe tributaria dei dati relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari”, ha sostituito il provvedimento del 16 novembre 2011, che aveva dato attuazione alla disposizione di cui all’art.2, co. 36-sexiesdecies del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148.

Soggetti interessati all’adempimento.
L’obbligo di effettuare la comunicazione in argomento, che è operativo per gli esercenti attività d’impresa residenti nel territorio dello Stato e, quindi, a titolo di mera esemplificazione, riguarda:

  • gli imprenditori individuali;
  • le società in nome collettivo;
  • le società in accomandita semplice;
  • le società per azioni;
  • le società a responsabilità limitata;
  • le società in accomandita per azioni;
  • le società cooperative;
  • le stabili organizzazioni di società non residenti;
  • gli enti privati di tipo associativo limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale;

 può essere validamente assolto, in via alternativa:

  • dall’impresa concedente;
  • dal socio;
  • dal familiare dell’imprenditore.

Sono, in ogni caso, escluse dall’obbligo della comunicazione le “società semplici”, in quanto non esercenti attività d’impresa.

Da quanto accennato, inoltre, si deduce che non si devono ritenere rientranti nell’ambito operativo dell’adempimento i beni concessi in godimento:

  • agli amministratori;
  • al socio dipendente o al lavoratore autonomo, se detti beni costituiscano fringe benefit assoggettati alla specifica disciplina prevista dagli artt. 51 e 54 del Tuir;

 nonché:

  • i beni concessi in godimento all’imprenditore individuale;
  • i beni di società e di enti privati di tipo associativo che svolgono attività commerciale, residenti o non residenti, concessi in godimento a enti non commerciali soci che utilizzano gli stessi beni per fini esclusivamente istituzionali;
  • gli alloggi delle società cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa concessi ai propri soci;
  • beni ad uso pubblico per i quali è prevista l’integrale deducibilità dei relativi costi nonostante l’utilizzo privatistico riconosciuto per legge (caso tipico dei taxi);
  • i finanziamenti concessi ai soci o ai familiari dell’imprenditore.

L’obbligo della comunicazione non sussiste quando i beni concessi in godimento al socio o al familiare dell’imprenditore, appartengono alla categoria “altro” e, quindi, diversi da:

  • autovetture;
  • altri veicoli;
  • unità da diporto;
  • aeromobili;
  • immobili;

se sono di valore non superiore a € 3.000,00, al netto dell’imposta sul valore aggiunto.

In concreto, i beni che costituiscono oggetto di comunicazione sono:

  • le autovetture di qualsiasi valore, anche se di entità inferiore a € 3.000,00, al netto dell’Iva;
  • gli altri veicoli di qualsiasi valore, anche se di entità inferiore a € 3.000,00, al netto dell’Iva;
  • le unità da diporto di qualsiasi valore, anche se di entità inferiore a € 3.000,00, al netto dell’Iva;
  • gli aeromobili di qualsiasi valore, anche se di entità inferiore a € 3.000,00, al netto dell’Iva;
  • gli immobili di qualsiasi valore, anche se di entità inferiore a € 3.000,00, al netto dell’Iva;
  • gli altri beni diversi dai precedenti solamente se di valore superiore a € 3.000,00, al netto dell’Iva.

Fonte: www.consulenza.it



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