BONUS BICI, APP ANCORA NON DISPONIBILE: TEMPI LUNGHI E RISCHIO FRODE

L’app per il bonus bici non è ancora disponibile. A sottolinearlo è lo stesso Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare che, con la notizia del 17 luglio 2020, mette in guardia sulle piattaforme ingannevoli in circolazione per evitare che gli aspiranti beneficiari siano vittime di frode.

Il buono mobilità, un contributo pari al 60% della spesa sostenuta per bici, monopattini e servizi di mobilità condivisa che può arrivare a un massimo di 500 euro, è stato introdotto dal Decreto Rilancio, la cui legge di conversione è entrata in vigore il 19 luglio.

La piattaforma web, necessaria per ottenerlo, era attesa entro la metà di luglio. Ad annunciarlo è stato lo stesso ministero Sergio Costa a fine giugno.

Ma i tempi per la pubblicazione e quindi la durata della fase transitoria, in cui è possibile comunque effettuare gli acquisti per poi ricevere il rimborso, si stanno allungando.

Bonus bici, app ancora non disponibile, rischio frode: diffidare dalle piattaforme non ufficiali

Nella comunicazione pubblicata sul portale istituzionale il 17 luglio 2020 si legge:

“Il Ministero dell’Ambiente invita chi intende avvalersi del bonus mobilità 2020 a diffidare da applicazioni web oggi attive e che possono trarre in inganno, perché l’unico canale per ottenere il bonus sarà quello attivato dal ministero dell’ambiente sul sito www.minambiente.it. È stata infatti segnalata la presenza di applicazioni su “Bonus mobilità 2020” scaricabili dalle piattaforme più diffuse”.

L’allarme lanciato dal Ministero accende i riflettori anche sul ritardo che si sta accumulando sulla possibilità di accedere ai contributi messi a disposizione per l’acquisto di biciclette, monopattini, piccoli veicoli elettrici e servizi di trasporto condiviso.

Lo strumento necessario per ottenere il bonus bici è proprio l’app. Sono state previste, infatti, due diverse modalità di accesso al beneficio per garantire il contributo anche sugli acquisti effettuati dal 4 maggio 2020, data indicata nel testo del Decreto Rilancio, ma entrambe necessitano della piattaforma web per concretizzarsi.

Bonus bici, app ancora non disponibile: attesa per il decreto attuativo

Secondo le prime indicazioni fornite dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, per accedere al bonus bici è necessario procedere come segue:

  • dal 4 maggio fino alla pubblicazione della piattaforma utile per generare i buoni mobilità (fase transitoria): il rimborso viene riconosciuto direttamente al beneficiario, conservando la documentazione da allegare all’istanza da presentare tramite app;
  • dalla pubblicazione della piattaforma al 31 dicembre 2020sconto diretto da parte del fornitore sulla base di un buono di spesa digitale che i beneficiari potranno generare dall’app.

Rispetto alle previsioni iniziali, i tempi di attesa per la piattaforma di accesso al bonus bici si stanno allungando. Non per questioni strettamente informatiche.

L’applicazione messa a punto da Sogei sarebbe già pronta, ma per sbloccare la pubblicazione serve il decreto interministeriale sulle regole da seguire per accedere al beneficio, adottato di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e con l’ok del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Sembra, infatti, che la posizione diversa dei due ministeri, Trasporti e Ambiente, sulla documentazione da allegare abbia allungato i tempi. Stando alle ultime indiscrezioni, sarebbe arrivato l’accordo. Fattura o scontrino parlante, i documenti che possono essere inseriti in piattaforma. Ora mancherebbe l’ok del MEF.

Nella notizia del 17 luglio 2020 si legge:

“Quando sarà disponibile l’applicazione istituzionale sul sito del Ministero dell’Ambiente, l’unico sito da cui si potrà accedere ai benefici, l’opinione pubblica sarà informata con ampio anticipo in modo da poter richiedere il bonus nella massima trasparenza e con indicazioni chiare su tutta la documentazione necessaria”.

Un “ampio anticipo” che fa supporre la necessità di attendere, in ogni caso, ancora un po’.

 

Fonte: InformazioneFiscale.it