CERTIFICAZIONE SA 8000. L’ITALIA È IN TESTA PER LA RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA

L’Italia vanta un primato mondiale che i più ignorano: è la nazione che conta il maggior numero di aziende certificate per la responsabilità sociale di impresa, davanti a India e Cina.

La certificazione in questione si chiama SA 8000, la rilascia Sai (Social Accountability International), organizzazione con sede a New York che riunisce sindacati e multinazionali, attraverso una specifica agenzia chiamata Saas (Social Accountability Accreditation Services).

La SA 8000 è volta a certificare alcuni aspetti della gestione aziendale attinenti alla responsabilità sociale d’impresa. Questi sono:

  • il rispetto dei diritti umani,
  • il rispetto dei diritti dei lavoratori,
  • la tutela contro lo sfruttamento dei minori,
  • le garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro.

La norma internazionale ha quindi lo scopo di migliorare le condizioni lavorative a livello mondiale e soprattutto permette di definire uno standard verificabile da Enti di Certificazione. Dal 1997 attesta il rispetto di diritti umani, diritti dei lavoratori, tutela contro lo sfruttamento dei minori e garanzia di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro. Tra le certificazioni che si occupano di responsabilità sociale e attengono alla sfera del lavoro è senza dubbio la più diffusa. È una certificazione volontaria ma può essere discriminante nella partecipazione a determinati bandi di gara o richiesta da committenti specifici.

La norma SA8000, rispetto alle tipiche normative ISO con le quali ha in comune la struttura formale, è un riferimento che per sua natura coinvolge tutta l’Azienda. Il suo impatto e la profondità alla quale si spinge, rispetto altre norme “formali”, richiede attenzione e partecipazione da parte della Direzione, del top management, dei Dipendenti, dei Fornitori, dei Fornitori dei fornitori (subfornitori) e non ultimi, i Clienti.

Ne sono in possesso 3.490 aziende in giro per il mondo in rappresentanza di 72 Paesi e 65 settori, per un totale di 1,8 milioni di lavoratori. Nessuno come l’Italia, in questi anni, si è mostrato così sensibile al tema: da noi le imprese certificate sono 1.081 per 260.477 dipendenti.

Al contrario di quello che si sarebbe portati a pensare, nazioni abitualmente considerate all’avanguardia nella tutela dei diritti dei lavoratori come Germania e Francia appaiono molto indietro nella classifica per numero di imprese certificate SA 8000.

L’elenco mondiale delle imprese con SA8000 è reperibile sul sito della SAAS.

Ma per un’impresa, quanto conviene richiedere la certificazione etica? È veramente un vantaggio avere anche questo certificato oppure rimane solo un ulteriore onere? E, soprattutto, quali sono poi i benefici che otterrebbe certificandosi? A parte l’adesione morale a questi principi etici (che gran parte degli imprenditori probabilmente condividerà), è fondamentale avere una vision d’impresa indirizzata più alla persona (lavoratore, investitore, cliente, fornitore, ecc.) come preziosa e insostituibile risorsa per creare profitto, piuttosto che al business in senso stretto. A causa della pressante concorrenza e del ruolo che l’immagine aziendale gioca per i consumatori, è necessario, oramai, avere una concezione strategica del profitto – e quindi degli investimenti necessari per realizzarlo – per poter rimanere nel mercato. In queste nuove coordinate d’analisi l’ottica a lungo termine diventa vincente e, quindi, concetti quali credibilità, immagine aziendale, visibilità pubblica, impegno ambientale, responsabilità sociale ed etica, assumono connotati nuovi e primari, sia nell’ottica dei consumatori che degli investitori. È opportuno considerare che queste osservazioni hanno valore sia per le multinazionali, sia per le piccole-medie imprese le quali dovranno confrontarsi sempre più spesso con le prime. In questa situazione concorrenziale sarà sempre più importante – se non strategico – l’immagine sociale, che l’azienda riuscirà ad offrire all’opinione pubblica. Se questa verrà gestita ad un livello pari all’improvvisazione, probabilmente i risultati faranno riferimento prevalentemente alla fortuna. Diversamente, se l’impresa gestirà attivamente la propria immagine consapevole non solo dei possibili rischi, ma, soprattutto, delle eventuali occasioni legate al mercato, si otterrà un ritorno d’immagine più corrispondente ai risultati desiderati.

Con questa convinzione, il nostro amministratore, Gianvito Schena, ha voluto cogliere questa sfida e dopo aver frequentato un corso tenuto da Rina Academy ed aver superato con profitto una prova finale, ha conseguito la qualifica di Auditor di sistemi di gestione della responsabilità sociale – SA 8000. Un risultato che lo proietta nel mondo dell’auditing delle certificazioni etiche e che gli apre nuovi e più ambizioni orizzonti professionali.

   

Fonte: Sole 24 Ore 262/15 F.P. – www.consulenzalegalemoda.it