CERTIFICAZIONE UNICA 2020: SCADENZA LAVORATORI DIPENDENTI ED AUTONOMI

Certificazione Unica 2020, modello CU: cos’è e qual è la scadenza per la trasmissione in relazione ai redditi corrisposti a lavoratori dipendenti ed autonomi?

Per le certificazioni uniche relative ai redditi dei lavoratori dipendenti la scadenza per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate è fissata al 9 marzo 2020. Il termine ordinario del 7 marzo cade di sabato, ed è automaticamente rinviato al lunedì successivo.

I termini di scadenza del modello CU 2020, l’ex CUD, restano differenti per le certificazioni uniche degli autonomi: nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate è confermata la possibilità di invio con il modello 770.

Pur essendo un adempimento in vigore da anni, c’è chi si chiede cos’è la Certificazione Unica, a cosa serve e quando è obbligatoria. Ricordiamo che ogni anno i sostituti d’imposta devono produrre la certificazione unica (CU), il documento fiscale per certificare i redditi di lavoro dipendente e assimilati, i redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.

La Certificazione Unica deve essere rilasciata al lavoratore dipendente o autonomo percipiente – percettore delle somme -, utilizzando il modello sintetico, entro il 31 marzo 2020, dopo essere stata trasmessa all’Agenzia delle Entrate, utilizzando il modello ordinario, in via telematica.

La trasmissione in via telematica delle certificazioni uniche dei compensi degli autonomi, non interessati dal modello 730 precompilato, potrà essere predisposta entro la scadenza prevista per il modello 770/2020 ovvero il 31 ottobre, che allo stesso modo cade di sabato e slitta al 2 novembre.

Scadenza certificazione Unica 2020 dipendenti e autonomi e sanzioni

Il modello della Certificazione Unica 2020 e le relative istruzioni sono stati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 15 gennaio 2020.

Anche per il periodo d’imposta 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che rimane valida la differenza tra scadenza e sanzioni delle due diverse configurazioni di certificazione unica:

  • certificazione unica 2020 dipendenti;
  • certificazione unica 2020 autonomi.

Per la certificazione unica 2020 dipendenti, il termine di scadenza per l’invio telematico del 9 marzo 2020 deve considerarsi perentorio.

Ciò in quanto i dati contenuti nella certificazione unica 2020 devono confluire nel modello 730 precompilato entro i termini previsti dalla normativa fiscale.

Per la scadenza delle certificazioni uniche 2020 autonomi, invece, il termine di scadenza del 7 marzo – quest’anno, così come negli anni scorsi – non è perentorio, salvo che queste certificazioni non dovessero poi confluire nel modello 730/2020 precompilato.

Di conseguenza, per le certificazioni uniche 2020 autonomi l’invio telematico potrà essere effettuato – senza l’aggravio di sanzioni– entro la data di scadenza prevista per il modello 770/2020 ovvero il 31 ottobre, che slitta al 2 novembre.

A questo proposito non possiamo non segnalare come questo rappresenti un’evidente anomalia legislativa, tra l’altro confermata anche dal comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate diffuso il 3 marzo 2017.

Perché parliamo di anomalia? Perché ogni anno sentiamo parlare di “proroga” della certificazione unica cu autonomi: ma non si tratta di una proroga bensì di una sorta di “termine di tolleranza” durante il quale l’Agenzia delle Entrate non applica le sanzioni previste per i dipendenti.

Chi deve ricevere la certificazione unica 2020 ex CUD e perché?

La certificazione unica ex CUD viene quindi emessa e inviata dal soggetto che ha effettuato il pagamento. Ovviamente si tratta del datore di lavoro (sostituto d’imposta) nel caso dei lavoratori dipendenti (sostituiti). Sono quindi i lavoratori dipendenti a dover ricevere la certificazione unica. Per quale motivo?

Per i lavoratori dipendenti la certificazione unica ex CUD è fondamentale perché attesta il regolare versamento delle ritenute fiscali e previdenziali da parte del datore di lavoro; la certificazione unica ex CUD assume particolare importanza anche perché i relativi dati sono fondamentali per la compilazione del modello 730 ordinario o precompilato che sia.

In altre parole, con la certificazione unica ex CUD l’Agenzia delle Entrate può disporre di tutti i dati relativi ai redditi da lavoro dipendente che verranno inseriti nel modello 730 precompilato del lavoratore.

Scadenza certificazione unica 2020: cosa succede se il datore di lavoro non consegna la certificazione unica al lavoratore?

La scadenza della certificazione unica ex CUD è il 31 marzo di ogni anno (era il 28 febbraio fino al 2016).

Entro tale data datore di lavoro e azienda devono consegnare la certificazione unica ai lavoratori dipendenti e autonomi.

Il datore di lavoro può consegnare la certificazione unica ex CUD al lavoratore in due diverse modalità:

  • in forma cartacea;
  • via mail.

La certificazione unica ex CUD cartacea si compone di due fogli:

  • nel primo foglio sono riportati tutti i dati anagrafici di chi ha percepito il reddito, oltre alla firma da parte del datore di lavoro;
  • nel secondo foglio sono riportati i dati fiscali tipici della certificazione unica ovvero i redditi erogati e le detrazioni effettuate, distinte per tipologia.

La certificazione unica ex CUD può essere inviata via mail esclusivamente a condizione che il datore di lavoro abbia la certezza che il lavoratore dipendente sia in condizione di ricevere la mail e stamparne il contenuto.

I lavoratori dipendenti e autonomi devono conservare la certificazione unica ex CUD in vista della successiva compilazione della dichiarazione dei redditi (modello 730 per i lavoratori dipendenti o modello UNICO per i lavoratori autonomi).

Ove il contribuente si accorga che i dati riportati nella certificazione unica ex CUD non sono corretti deve darne tempestiva comunicazione al datore di lavoro/committente che ha emesso il documento, al fine di farne comunicare la correzione all’Agenzia delle Entrate.

Allo stesso modo il lavoratore dipendente deve segnalare all’Agenzia delle Entrate l’eventuale scorrettezza del datore di lavoro inadempiente, soprattutto in caso di mancata consegna della certificazione unica ex CUD nei tempi e con le modalità previste. L’Agenzia delle Entrate deve, infatti, sanzionare tale comportamento.

Certificazione Unica ex CUD: sanzioni per l’azienda/datore di lavoro

La certificazione unica ex CUD è soggetta alle sanzioni previste dal nuovo sistema sanzionatorio di cui al combinato disposto della Legge di Stabilità 2016, del Decreto Legislativo 158/2015 e del Decreto Legislativo 151/2015 (meglio noto come “decreto semplificazioni“).

Sanzioni certificazione unica ex CUD per il datore di lavoro in caso di errori, ritardo od omissioni

Sanzioni certificazione unica ex CUD: cosa rischia il datore di lavoro?

Recentemente, il combinato disposto della Legge di Stabilità 2016, del Decreto Legislativo 158/2015 e del Decreto Legislativo 151/2015 ha fortemente riformato il sistema delle sanzioni previste a carico del datore di lavoro in caso di ritardo, omissione ed errori nella redazione ed invio telematico della certificazione unica ex CUD.

Ecco un’utile tabella riassuntiva con le sanzioni attualmente previste in caso di ritardo, errori ed omissioni in materia di certificazione unica ex CUD:

Fattispecie

Sanzioni previste

Certificazione Unica omessa, tardiva o errata100 euro per singola certificazione con limite massimo di 50.000 euro per anno e sostituto d’imposta
Certificazione Unica errata trasmessa entro il 9 marzo 2020, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 5 giorninessuna sanzione
Certificazione Unica errata trasmessa entro il 9 marzo 2020, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 60 giorni33,33 euro per singola certificazione con limite massimo di 20.000 euro per anno e sostituto d’imposta

Di conseguenza, per ogni certificazione omessa, tardiva o errata è prevista l’applicazione di una sanzione pari a 100 euro per singolo adempimento con il limite massimo di 50.000 euro e sostituto d’imposta per il periodo d’imposta 2019.

Se, invece, viene trasmessa una certificazione unica errata, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 5 giorni non si incorre in nessuna sanzione.

Nel caso in cui, infine, si trasmetta una certificazione unica errata, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 60 giorni si incorrerà nelle sanzioni ridotte di 1/3 e quindi pari ad euro 33,33. In quest’ultimo caso cambiano anche i limiti massimi di applicazione delle sanzioni, che scendono a 20.000 euro per periodo d’imposta e sostituto.

 

Fonte: InformazioneFiscale.it