CERTIFICAZIONE UNICA E 730/2015: COSA CAMBIA

Come noto, il vecchio modello CUD è stato ampliato e rinominato in Certificazione Unica – CU 2015, per permettere all’Agenzia delle Entrate di disporre di tutti i dati utili per la predisposizione della dichiarazione precompilata: vi trovano spazio, infatti, molte informazioni in più rispetto al passato, tra cui il prospetto dei familiari a carico e i dati relativi ai redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi. Per tener conto di tali novità, anche il modello 730 è stato integrato con nuovi codici e nuove indicazioni.

Il modello 730/2015 deve fare i conti con una certificazione dei redditi molto più ricca rispetto al vecchio modello CUD. Infatti, per avere un flusso completo di dati utili alla compilazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate ha approntato un modello CU (il nuovo nome dato al CUD è “Certificazione Unica”) molto più corposo che assomiglia ad un 770 (anche se quest’ultimo rimane in vita).

Trovano quindi posto in esso molti più dati rispetto al passato, tra cui il prospetto dei familiari a carico e i dati relativi ai redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.

Cosa contiene la Certificazione Unica.

La Certificazione Unica “CU 2015” contiene, tra le altre cose, i dati relativi:

  1. all’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati (articoli 49 e 50 TUIR), corrisposti nell’anno 2014 ed assoggettati a tassazione ordinaria, a tassazione separata, a ritenuta a titolo d’imposta e ad imposta sostitutiva;
  2. all’ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi (articoli 53 e 67, comma 1, TUIR);
  3. l’ammontare complessivo delle provvigioni comunque denominate per prestazioni, anche occasionali, inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari, corrisposte nel 2014, nonché provvigioni derivanti da vendita a domicilio, assoggettate a ritenuta a titolo d’imposta di cui all’art. 25-bis, D.P.R. n. 600/1973;
  4. all’ammontare complessivo dei corrispettivi erogati nel 2014 per prestazioni relative a contratti d’appalto soggetti alla ritenuta prevista dall’art. 25-ter, D.P.R. n. 600/1973;
  5. all’ammontare complessivo delle indennità corrisposte per la cessazione di rapporti di agenzia, per la cessazione da funzioni notarili e per la cessazione dell’attività sportiva quando il rapporto di lavoro è di natura autonoma (art. 17, comma 1, lettere d, e, f, TUIR);
  6. alle relative ritenute di acconto operate;
  7. alle detrazioni effettuate.

La Certificazione Unica deve essere utilizzata anche per attestare l’ammontare dei redditi corrisposti nell’anno 2014 che non hanno concorso alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi, dei dati previdenziali ed assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta all’INPS comprensivo delle Gestioni Dipendenti Pubblici (ex INPDAP).

Invio della Certificazione Unica all’Agenzia delle entrate.

Novità assoluta di quest’anno è l’obbligo di invio della Certificazione Unica all’Agenzia delle Entrate entro il 9 marzo 2015 (il termine, in realtà, è fissato al 7 marzo ma, quest’anno, slitta poiché cade di sabato).

Resta ferma la consegna del modello al contribuente entro il 28 febbraio.

L’invio all’Agenzia delle Entrate deve essere effettuato esclusivamente per via telematica, direttamente o tramite un intermediario abilitato.

Il mancato invio o l’invio errato è punito con una sanzione pari a 100 euro per ogni certificazione omessa, tardiva o errata.

Nei casi di errata trasmissione della certificazione, la sanzione non si applica se la trasmissione della corretta certificazione è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza.

Si segnala a tale proposito, la posizione di chiusura assunta dall’Agenzia delle Entrate che, rispondendo ad un quesito durante un incontro con la stampa specializzata il 29 gennaio scorso, ha negato la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso per sanare eventuali errori.

Rapporti tra Certificazione Unica e modello 730

Quest’anno più che mai, si intrecciano i dati contenuti nella Certificazione Unica con quelli del modello 730. Infatti, i contribuenti per i quali sarà predisposta la dichiarazione precompilata, troveranno in essa, nelle giuste caselle, tutti i dati già contenuti nella Certificazione Unica.

Si presume che i dati, se correttamente trasmessi dal sostituto, saranno “attendibili”: ciò non toglie che sarà comunque prudente fare un riscontro.

Ciò a maggior ragione per i redditi che costituiscono la new entry nella Certificazione Unica: ci si riferisce ai redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi che non erano presenti nel vecchio CUD.

Fonte: ipsoa.it