COSA FARE QUANDO NON ARRIVA LA FATTURA ELETTRONICA: L’AUTOFATTURA DENUNCIA

Affrontiamo il caso del mancato ricevimento della fattura di acquisto, situazione prevista dall’articolo 6 – comma 8 – del D.Lgs. 471/1997, e vediamo come si è modificata la normativa in considerazione dell’avvento della Fattura Elettronica.

Fattura elettronica non ricevuta: attenzione alla sanzione!

Non tutti si preoccupano del ricevimento della fattura d’acquisto pensando (in maniera errata) che tanto una eventuale sanzione sarà a carico del venditore, di chi doveva emettere la fattura e non dell’acquirente. Ma questo assunto è completamente sbagliato!

La normativa prevede infatti che qualora si acquistino beni o servizi e non si riceva la fattura (oppure la fattura sia emessa ma in maniera non regolare) l’acquirente esercente attività d’impresa, professionale o artistica, sarà punito con una sanzione amministrativa pari al 100% dell’imposta, dell’I.V.A. (con un minimo di 250 €) se non si attiva per regolarizzare la situazione entro un certo tempo.

 

Autofattura denuncia: in caso di fattura elettronica non ricevuta o errata

I casi possibili sono due:

  • se la fattura non viene ricevuta entro 4 mesi dall’operazione il contribuente acquirente dovrà – entro i successivi 30 giorni – emettere un’autofattura e versare l’IVA;
  • se invece ha ricevuto una fattura irregolare dovrà – entro i 30 giorni successivi alla data di registrazione della fattura –  emettere un’autofattura e integrare il versamento dell’IVA.

Cosa fare quando non arriva la fattura: le novità della fatturazione elettronica

Prima dell’avvento della fattura elettronica le regole erano queste:

entro i 30 giorni successivi all’operazione il contribuente doveva emettere un’autofattura in duplice copia, provvedere la versamento dell’imposta mediante modello F24 con codice tributo 9399 e presentare all’ufficio competente l’autofattura, allegando anche la copia del versamento.

L’Agenzia delle entrate, verificata la correttezza, attestava la regolarizzazione del pagamento rilasciando una copia dell’autofattura.

Ora invece qualcosa è cambiato:

I termini non sono cambiati: il contribuente ha sempre 4 mesi di tempo dalla data di effettuazione dell’operazione per aspettare la fattura; ha ancora i successivi 30 giorni di tempo per emettere l’autofattura ma…

sono cambiate le modalità di emissione dell’autofattura!

L’autofattura dovrà essere emessa con tipo documento TD20; questo codice è da utilizzare solo ed esclusivamente per le autofatture-denuncia, non per altre situazioni.

  • Nella sezione dati del cedente/prestatore dovranno essere inseriti i dati del fornitore.
  • Nella sezione dati del cessionario/committente dovranno essere inseriti i dati del soggetto che emette e trasmette via S.D.I. il documento.
  • Nella sezione soggetto emittente dovrà essere utilizzato il codice CC ovvero Cessionario/Committente.

Prima di emettere la fattura si dovrà versare con modello F24 con codice tributo 9399 e successivamente si dovrà registrare il documento esclusivamente nel registro acquisti per poter recuperare l’IVA.

Esempio di autofatturazione

Merce pervenuta il 28/10/2019: ci sono 4 mesi di tempo per ricevere la fattura, quindi fino al 28/2/2020.

Qualora entro tale data la fattura non sia pervenuta, entro i 30 giorni successivi si dovrà versare l’IVA con modello F24, emettere l’autofattura e registrare il documento solo nel registro IVA.

Precisazione: come recuperare l’IVA?

Questa modalità è obbligatoria per legge e nella sostanza prevede un doppio versamento dell’IVA: normalmente, pagando l’acquisto effettuato, si sarà pagata l’IVA al fornitore e (in mancanza del ricevimento della fattura) l’IVA sarà versata una seconda volta all’Agenzia delle Entrate.

Per recuperare l’IVA pagata al fornitore ne andrà chiesta la restituzione e qualora ciò non avvenga sarà necessario instaurare una causa.

Fonte: commercialistatelematico.com