DECRETO RILANCIO, PANORAMICA DELLE NOVITÀ NEL TESTO UFFICIALE

Il testo del Decreto Rilancio, approvato il 13 maggio 2020 e in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, delinea una maxi manovra da 55 miliardi di euro per contrastare gli effetti economici del coronavirus.

Nel testo definitivo c’è il contributo a fondo perduto per le imprese, così come l’incremento del bonus per le partite IVA da 600 a 1.000 euro. Parte il reddito di emergenza e sarà rafforzata e semplificata la cassa integrazione.

Particolarmente corposo è il pacchetto delle novità fiscali: con il Decreto Rilancio, confermata la proroga dei versamenti fiscali al 16 settembre 2020, il taglio una tantum di saldo ed acconto Irap, introdotto un sistema di ecobonus del 110%, che tramite un doppio meccanismo di sconto in fattura e cessione del credito promette alle famiglie di poter effettuare lavori di ristrutturazione gratis.

In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo del decreto Rilancio, una carrellata delle principali novità in arrivo.

Decreto Rilancio: nuova proroga scadenze ed adempimenti fiscali

Fisco ancora in stand by con il Decreto Rilancio (l’ex decreto aprile, visto che ormai siamo a maggio).

La lettura delle varie sospensioni di versamenti e adempimenti, da coordinare con i provvedimenti approvati in precedenza, è particolarmente complessa.

In attesa del testo in Gazzetta Ufficiale, proviamo a riepilogare le nuove disposizioni:

  • rinvio al 16 settembre 2020 per avvisi bonari e atti di accertamento con adesione;
  • un rinvio generalizzato al 16 settembre di quanto ordinariamente dovuto per iva e ritenute anche previdenziali ed assistenziali al 31 maggio, già sospeso con i precedenti decreti;
  • una sospensione fino al 31 agosto di quanto dovuto per i carichi AdER, Agenzia delle Entrate Riscossione;
  • un rinvio al 10 dicembre per quanto dovuto nel 2020 per “Rottamazione Ter” “Saldo e Stralcio”.

Decreto Rilancio aprile maggio 2020: proroga cassa integrazione e Naspi

Stessa formula di conferme e nuove introduzioni per potenziare le misure vale per il fronte del Lavoro.

Il decreto Rilancio prevede le seguenti misure:

  • conferma e semplificazione della cassa integrazione per coronavirus;
  • rinnovo bonus 600 euro, che salirà a 1000 euro per alcune categorie specifiche;
  • sussidio temporaneo per le famiglie in difficoltà economiche che non hanno reddito, pensioni o sussidi pubblici;
  • proroga Naspi di due mesi in caso di scadenza dell’indennità di disoccupazione;
  • indennità per colf e badanti che durante l’emergenza coronavirus non hanno potuto lavorare.

In sintesi le principali novità in arrivo sulla cassa integrazione sono le seguenti:

  • la durata massima passa da 9 a 18 settimane con un meccanismo di tre finestre temporali;
  • la fine del periodo entro il quale è possibile beneficiare delle regole della cassa integrazione per coronavirus passa dal 31 agosto al 31 ottobre;
  • si chiarisce la questione degli assegni familiari.

Viene inoltre prorogata di due mesi l’indennità Naspi e Dis-Coll in scadenza tra il mese di marzo e aprile 2020.

Decreto Rilancio maggio 2020: bonus colf e badanti per aprile e maggio

Un bonus anche per colf e badanti: il Decreto Rilancio (ex decreto aprile) fornisce le prime indicazioni sull’indennità prevista in favore dei lavoratori domestici.

Per i mesi di aprile e maggio 2020 è previsto un bonus di 500 euro per i collaboratori domestici. Ad averne diritto saranno colf e badanti che, alla data del 23 febbraio 2020, abbiano in essere uno o più contratti di lavoro domestico.

Il bonus spetterà ai lavoratori domestici titolari di un contratto di lavoro pari ad almeno 10 ore settimanali.

Conferma bonus INPS 600 euro ed estensione a 1000 euro per alcune categorie

Il testo del decreto Rilancio introduce una nuova indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19.

In particolare:

  • ai soggetti già beneficiari per il mese di marzo del bonus 600 euro previsto dal DL Cura Italia è erogata anche per il mese di aprile 2020 la stessa indennità;
  • ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data di entrata in vigore del presente decreto, iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, è riconosciuta una indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro;
  • ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che siano titolari di rapporti di lavoro la cui durata non si protrae oltre il 31 dicembre 2020 o che abbiano cessato il rapporto di lavoro entro la data di entrata in vigore del presente decreto, è riconosciuta un’indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro;
  • ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della presente disposizione, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è riconosciuta un’indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro;
  • ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 15 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 35.000 euro, e non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità per i mesi di aprile e maggio pari a 600 euro per ciascun mese;
  • non hanno diritto all’indennità di cui al comma 10 i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di pensione.

Decreto Rilancio 2020: arriva il reddito di emergenza

A partire da maggio l’INPS erogherà il Reddito di emergenza, anche detto “Rem” che prevede l’erogazione di importi compresi tra un minimo di 400 fino ad un massimo di 800 euro.

Le domande per richiedere il Reddito di emergenza potranno essere presentate fino alla fine di giugno 2020.

Decreto Rilancio, novità bonus baby sitter e congedo straordinario Covid-19

Bonus baby sitter di 1.200 euro fino a settembre, con la parallela estensione dei congedi parentali straordinari, che passano da 15 a 30 giorni.

Il testo del Decreto Rilancio contiene una carrellata di novità per le famiglie.

Non solo bonus e congedi: l’ex decreto aprile prevede ulteriori 12 giorni di permessi legge 104 anche per i mesi di maggio e giugno 2020.

L’estensione delle agevolazioni per le famiglie si collega all’estensione del periodo di chiusura delle scuole, con alcune novità di rilievo.

Il bonus baby sitter raddoppia, e potrà essere utilizzato anche per l’iscrizione ai servizi integrativi per l’infanzia, ai servizi socio educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. Per medici, infermieri ed operatori socio sanitari i voucher passano invece a 2.000 euro.

Per quel che riguarda il congedo parentale straordinario, retribuito al 50% in luogo del 30%, i giorni previsti salgono da 15 a 30 ma solo per i lavoratori dipendenti del settore privato.

Decreto Rilancio, credito d’imposta ambienti di lavoro

Con il DL Rilancio, nasce un nuovo credito di imposta ambienti di lavoro che si aggiunge a quella già prevista per la sanificazione e l’acquisto di mascherine e dpi.

Dagli arredi alle tecnologie, i costi, fino a 80.000 euro, sostenuti nel 2020 per l’adeguamento alle misure anticoronavirus degli ambienti di lavoro di attività aperte al pubblico per rispettare le misure anti coronavirus danno diritto a un credito di imposta pari al 60%.

Ne hanno diritto i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, le associazioni, le fondazioni e gli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo del settore.

Decreto Rilancio 2020: autocertificazione per le domande di bonus ed agevolazioni

Autocertificazione per l’accesso ai bonus e per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni fiscali e sul lavoro: il decreto Rilancio introduce importanti novità nei procedimenti verso la pubblica amministrazione.

Stando all’ultima bozza disponibile, fino al prossimo 31 dicembre 2022 per tutti i procedimenti di carattere amministrativo avviati nei confronti delle pubbliche amministrazioni le domande aventi ad oggetto agevolazioni fiscali, finanziarie e del lavoro potrebbero essere affrontati con un’unica autocertificazione (ai sensi degli articoli 46 e 47 del dpr 445/2000) sostitutiva di ogni tipo di documentazione comprovante tutti i requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti dalla normativa di riferimento, anche in deroga ai limiti previsti dagli stessi o dalla normativa di settore.

Si tratta di uno strumento di super liberalizzazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi, ovviamente legato all’emergenza sanitaria in corso. La ratio sarebbe quella di evitare i ritardi nelle procedure che hanno caratterizzato molti aspetti della prima parte della crisi in corso.

Decreto Rilancio: esenzione IVA mascherine per il 2020

Fino al 31 dicembre 2020 saranno esenti IVA i beni necessari per mitigare il rischio di contagio da coronavirus.

L’esenzione IVA si applicherà non solo alle mascherine, ma anche a gel disinfettanti, guanti e strumenti utilizzati in ambito ospedaliero. A partire dal 2021 l’aliquota IVA applicata sarà invece del 5%.

Da beni necessari in ambito ospedaliero per la cura di pazienti malati di Covid-19, fino ai nuovi prodotti divenuti indispensabili per la vita quotidiana, il decreto Rilancio fissa una duplice disciplina IVA:

  • esenzione totale per il 2020;
  • applicazione dell’aliquota ridotta del 5% dal 2021.

Per quel che riguarda le mascherine, l’esenzione IVA si lega al prezzo unico di 50 centesimi previsto per quelle chirurgiche. Una novità disposta dal Commissario Straordinario per l’Emergenza, che ha causato non pochi malumori da parte delle aziende produttrici.

Decreto Rilancio: contributi a fondo perduto per le imprese

Una delle novità più di rilievo è rappresentata dal contributo a fondo perduto, che verrà riconosciuto:

  • ai titolari di partita IVA con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019;
  • a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore di due terzi rispetto all’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019;
  • ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 il contributo spetta anche in assenza dei requisiti relativi alla riduzione di fatturato.

L’importo del contributo a fondo perduto sarà calcolato dal 10 al 20%, di ricavi o compensi realizzati nel 2019, secondo lo schema che segue:

Ricavi o compensi 2019Importo contributo a fondo perduto
Fino a 400.000 euro20% da calcolare sulla differenza tra ricavi o corrispettivi di aprile 2020 e aprile 2019
Superiori a 400.000 euro e fino a 1.000.000 euro15% della differenza tra ricavi o corrispettivi di aprile 2020 e aprile 2019
Superiori a 1.000.000 e fino a 5.000.000 euro10% della differenza tra ricavi o corrispettivi di aprile 2019 e aprile 2020

Decreto Rilancio, novità IVAFE per i soggetti diversi dalle persone fisiche

Il decreto Rilancio prevede importanti novità anche sull’IVAFE per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

La legge di bilancio 2020 aveva già ampliato la platea dell’imposta sul valore dei prodotti finanziari detenuti all’estero dai residenti nel territorio dello Stato.

Oltre alle persone fisiche, sono stati aggiunti gli enti non commerciali e le società semplici ed equiparate.

Nell’ultima bozza alla discussione da parte del Governo, vengono previste due modifiche per uniformare il trattamento previsto per i conti correnti e i libretti di risparmio dei soggetti diversi dalle persone fisiche.

L’imposta viene fissata a 100 euro su base annua e viene stabilito il limite massimo dell’imposta dovuta a 14.000 euro, in linea con quanto previsto per l’imposta di bollo.

Decreto Rilancio, proroga sanzioni scontrino elettronico e lotteria corrispettivi

Nel testo del decreto Rilancio c’è anche la proroga delle sanzioni relative allo scontrino elettronico.

Nello specifico, viene rinviata al 1° gennaio 2021 la non applicazione delle sanzioni previste per i titolari di partita IVA che non sono in grado di dotarsi, entro il 1° luglio 2020, di un registratore telematico o di trasmettere i dati dei corrispettivi entro il termine di 12 giorni utilizzando i servizi dell’Agenzia delle Entrate.

In sostanza, slitta di sei mesi il periodo transitorio introdotto per consentire ai commercianti di adeguarsi al nuovo obbligo dello scontrino elettronico e per l’acquisto dei registratori telematici.

Per tutto il 2020 l’invio dei corrispettivi potrà essere effettuato a cadenza mensile, senza il rischio di incorrere in sanzioni. Resta in ogni caso l’obbligo di memorizzazione giornaliera così come i termini di liquidazione dell’IVA.

Così come il periodo transitorio per l’avvio a pieno regime dello scontrino elettronico, anche la lotteria dei corrispettivi subisce un rinvio di sei mesi, passando dal 1° luglio 2020 al 1° gennaio del prossimo anno.

Decreto Rilancio, addio aumenti IVA ed accise: abolite le clausole di salvaguardia

Nessun aumento di IVA ed accise nel 2021: le clausole di salvaguardia vengono cancellate definitivamente dal decreto Rilancio.

La maxi manovra spazza via il rischio di aumenti delle aliquote IVA e delle accise a partire dal prossimo anno.

Una cancellazione definitiva, voluta per dare un segnale di fiducia ad imprese e consumatori e per creare un clima di certezze a fronte di una situazione sociale ed economica quantomai complessa.

Decreto Rilancio, nuovo bonus affitto: credito di imposta oltre i locali C1

Il Decreto Rilancio, infine, rappresenta anche l’occasione per aggiustare il tiro su misure già sperimentate con il DL Cura Italia superando le criticità emerse.

Un esempio? Il bonus affitto, che entra nel testo in una versione rinnovata: si applica in linea generale agli immobili a uso non abitativo per il periodo di marzo, aprile e maggio e a una platea più ampia di beneficiari, nel rispetto di particolari requisiti.

Il meccanismo del credito di imposta rivisto prevede, infatti, anche due grandi novità:

  • una via preferenziale per le strutture alberghiere;
  • una formula ad hoc pari al 30% in caso di affitto d’azienda e servizi a prestazioni complesse.

Di seguito una sintesi delle nuove declinazioni del credito di imposta per i canoni di locazione.

Bonus affitto, tipologiaAmbito di applicazioneDestinatariRequisiti
Credito di imposta del 60%Canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomoesercenti attività d’impresa, arte o professionericavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro e diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento rispetto all’anno precedente
Credito di imposta del 60%Canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionaleenti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti
Credito di imposta del 30%Contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomoesercenti attività d’impresa, arte o professionediminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento rispetto all’anno precedente
Credito di imposta del 30% o del 60%Canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo o Contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’aziendasoggetti che gestiscono strutture alberghiereIndipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente

Fonte: informazionefiscale.it