DICHIARAZIONE IMU-TASI IN SCADENZA: COME PRESENTARLA

Scade il 30 giugno 2015 il termine per la presentazione della dichiarazione ai fini IMU e TASI. La scadenza riguarda tutte quelle situazioni per le quali si sono avuti, nel corso del 2014, mutamenti di soggettività passiva, anche se sono previste regole specifiche. Per la dichiarazione TASI, inoltre, deve essere utilizzato lo stesso modello valido per l’IMU. La dichiarazione, unitamente agli eventuali modelli aggiuntivi, può essere consegnata direttamente al comune sul cui territorio insistono gli immobili dichiarati, ovvero spedita in busta chiusa, a mezzo del servizio postale, mediante raccomandata senza ricevuta di ritorno, all’Ufficio tributi del comune competente,”

Chi deve presentare la dichiarazione.
In merito ai casi in cui va presentata la dichiarazione IMU, nelle istruzioni di compilazione c’è una dettagliata elencazione dei casi in cui scatta tale obbligo, che possono essere riassunti un due macro aree:
1) immobili che godono di riduzioni;
2) comune non in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria.

Resta inteso che l’obbligo dichiarativo scatta in tutti i casi in cui il contribuente non ha richiesto gli aggiornamenti della banca dati catastale.

Immobili che godono di riduzioni.
Le fattispecie sono le seguenti:

1) Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati: in tal caso è prevista la riduzione del 50% della base imponibile.
Devono sussistere congiuntamente l’inagibilità e la inabitabilità e l’assenza di utilizzo dell’immobile. Inoltre, l’agevolazione si applica limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni richieste dalla norma. Nella fattispecie in questione le riduzioni vanno dichiarate solo nel caso in cui si perde il relativo diritto, poiché è in questa ipotesi che il comune non dispone delle informazioni necessarie per verificare il venir meno delle condizioni richieste dalla legge per l’agevolazione in questione.

2) Fabbricati di interesse storico o artistico: anche in tal caso è prevista la riduzione al 50% della base imponibile;

3) Immobili per i quali il Comune può ridurre l’aliquota fino allo 0,4% (art. 13, comma 9, D.L. n. 201/2011), vale a dire quelli:
– non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell’art. 43 TUIR (immobili relativi a imprese commerciali e che costituiscono beni strumentali per l’esercizio di arti e professioni);
– posseduti da soggetti passivi IRES;
– locati.

4) Fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita (beni merce);

5) Terreni agricoli, nonché quelli non coltivati,posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola (IAP): essi fruiscono di una serie di agevolazioni. Rientrano in tale tipologia di immobili anche le aree fabbricabili possedute e condotte da detti soggetti, sulle quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali. Le riduzioni vanno dichiarate sia nel caso in cui si acquista sia in quello in cui si perde il relativo diritto.

Comune non in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria.
Il secondo gruppo di ipotesi che fa scattare l’obbligo dichiarativo riguarda le seguenti fattispecie:

1) Immobile che è stato oggetto di locazione finanziaria: in tal caso, le norme (art. 9, comma 1, D.Lgs. n. 23/2011) prevedono che è soggetto passivo il locatario per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria. Il locatario è soggetto passivo a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto;

2) Immobile oggetto di un atto di concessione amministrativa su aree demaniali;

3) Atto costitutivo, modificativo o traslativo del diritto che ha avuto ad oggetto un’area fabbricabile: in questi casi, nonostante che il dato relativo alla variazione catastale sia fruibile dal comune, tuttavia l’informazione relativa al valore dell’area deve essere dichiarata dal contribuente, così come devono essere dichiarate le variazioni del valore dell’area successivamente intervenute, poiché detti elementi non sono presenti nella banca dati catastale; nel caso in cui il comune abbia predeterminato i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili, la dichiarazione non deve essere presentata se il contribuente all’atto del versamento intende adeguarsi, per il calcolo dell’imposta, al valore venale dell’area predeterminato dal comune;

4) Terreno agricolo divenuto area fabbricabile: in tal caso l’obbligo scatta per gli stessi motivi illustrati al punto precedente;

5) Areadivenuta edificabile in seguito alla demolizione del fabbricato;

6) Immobileassegnato al socio della cooperativaedilizia a proprietà divisa, in via provvisoria;

7) Immobile assegnato al socio della cooperativa edilizia a proprietà indivisa oppure variazione della destinazione ad abitazione principale dell’alloggio: ciò avviene, ad esempio, nell’ipotesi in cui l’alloggio in questione è rimasto inutilizzato o non è stato adibito ad abitazione principale per una parte dell’anno;

8) Immobile concesso in locazione dagli istituti autonomi per le case popolari (IACP) e dagli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità (art. 93, D.P.R. n. 616/1977): ciò avviene, ad esempio, nell’ipotesi in cui l’alloggio in questione è rimasto inutilizzato o non è stato adibito ad abitazione principale per una parte dell’anno;

9) Immobili esenti ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera i), D.Lgs. n. 504/1992: a tale proposito, si evidenzia che se gli enti commerciali possiedono almeno un immobile che benefici anche parzialmente dell’esenzione IMU/TASI la dichiarazione deve essere presentata con l’apposito modello per gli enti non commerciali approvato con D.M. 26 giugno 2014. Se, invece l’ente non commerciale possiede immobili che non rientrano nell’esenzione di cui alla predetta lettera i), va utilizzato il modello ordinario;

10) Fabbricati che erano esenti, ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera g), D.Lgs. n. 504/1992;

11) Immobile che ha perso oppure ha acquistato durante l’anno di riferimento il diritto all’esenzione dall’IMU/TASI;

12) Fabbricato classificabile nel gruppo catastale D, non iscritto in catasto, ovvero iscritto, ma senza attribuzione di rendita, interamente posseduto da imprese e distintamente contabilizzato, per il quale sono stati computati costi aggiuntivi a quelli di acquisizione;

13) Immobile per il quale è intervenuta una riunione di usufrutto, non dichiarata in catasto;

14) Immobile per il quale è intervenuta un’estinzionedel diritto di abitazione, uso, enfiteusi o di superficie, a meno che tale estinzione non sia stata dichiarata in catasto dipenda da atto per il quale sono state applicate le procedure telematiche del MUI;

15) Parti comuni dell’edificio indicate nell’art. 1117, n. 2) c.c. che sono accatastate in via autonoma, come bene comune censibile: nel caso in cui venga costituito il condominio la dichiarazione deve essere presentata dall’amministratore del condominio per conto di tutti i condomini;

16) Immobile oggetto di diritti di godimento a tempo parziale di cui al D.Lgs. n. 427/1998 (multiproprietà): in tale caso l’amministratore del condominio o della comunione è obbligato a presentare la dichiarazione;

17) Immobile è posseduto, a titolo di proprietà o di altro diritto reale di godimento, da persone giuridiche interessate da fusione, incorporazione o scissione;

18) Acquisto o cessazione di un diritto reale sull’immobile per effetto di legge: è il caso di usufrutto legale dei genitori.

Fonte: Ipsoa.it