ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO

In attuazione dell’esonero contributivo triennale per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, l’Istituto previdenziale, con la Circolare n. 17 del 29 gennaio 2015, ha fornito le prime indicazioni per la gestione del nuovo esonero.

L’Istituto previdenziale ricorda, che possono beneficiare dell’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Stabilità 2015

  • i datori di lavoro privati, indipendentemente dal settore di appartenenza e,
  • con misure e condizioni diverse, i datori di lavoro del settore agricolo.

Possono beneficiare nel nuovo esonero contributivo tutti i datori di lavoro privati, compresi i soggetti non imprenditori. Fermo restando, quindi, che non rileva la natura (o meno) di imprenditore, l’INPS precisa che:

  • i datori di lavoro non imprenditori sono quelli che non svolgono attività imprenditoriale ex art. 2082 c.c. quali, ad esempio, associazioni culturali, politiche o sindacali, associazioni di volontariato, studi professionali, ecc..;
  • i datori di lavoro imprenditori sono identificati dall’art. 2082 c.c., ai sensi del quale “é imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi”.

L’attività economico-produttiva che caratterizza l’impresa deve avere la finalità, secondo la giurisprudenza, di produrre entrate superiori ai costi di produzione (Cassazione, SS.UU. 11 aprile 1994, n. 3353). Possono beneficiare del nuovo esonero contributivo anche gli enti pubblici economici (EPE), tenuto conto che gli stessi, pur essendo dotati di personalità giuridica di diritto pubblico, svolgono in via principale o esclusiva un’attività economica ex art. 2082 c. c., in regime di concorrenza con gli altri imprenditori privati che operano nel medesimo settore.

L’esonero contributivo triennale non si applica nei confronti della pubblica amministrazione (di cui all’art. 1, comma 2, D.Lgs n. 165/2001).

Gli organismi pubblici che sono stati interessati da processi di privatizzazione (trasformazione in società di capitali) rientrano, invece, tra i datori di lavoro che possono beneficiare dell’esonero contributivo, indipendentemente dalla proprietà pubblica o privata del capitale.

I datori di lavoro del settore agricolo invece, possono beneficiare dell’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 con misure e condizioni diverse rispetto alla generalità dei datori di lavoro.

A riguardo l’INPS, nella circolare, precisa che per beneficiare dell’esonero contributivo le assunzioni a tempo indeterminato (con esclusione dei contratti di apprendistato) devono riguardare lavoratori agricoli che si trovino in una delle seguenti condizioni:

  • che non risultino occupati nel corso dell’anno 2014, in forza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, presso qualsiasi datore di lavoro agricolo;

In particolare l’INPS precisa che l’esonero contributivo

  • non spetta in relazione alle assunzioni di lavoratori che nel corso del 2014 abbiano avuto un rapporto di lavoro,
  • agricolo regolato sulla base del contratto di apprendistato;
  • a tempo indeterminato a scopo di somministrazione;
  • spetta in relazione alle assunzioni di lavoratori che nel corso del 2014 abbiano avuto un rapporto di lavoro intermittente.
  • che non risultino iscritti negli elenchi nominativi dell’anno 2014 per un numero di giornate di lavoro pari o superiore a 250 giornate, in qualità di lavoratori a tempo determinato presso qualsiasi datore di lavoro agricolo.

Relativamente alla nozione di rapporto di lavoro agricolo, l’INPS ribadisce che vi rientrano esclusivamente i rapporti di lavoro instaurati dai datori di lavoro con gli operai del settore agricolo.

Pertanto per le assunzioni di lavoratori con qualifica di dirigente, quadro e impiegato, ancorché del settore agricolo, si applica la disciplina prevista per la generalità dei datori di lavoro (comma 118 della Legge di stabilità 2015).

L’INPS, infine, ricorda che essendo l’esonero contributivo riconosciuto, con specifico riferimento al settore agricolo, nel limite delle risorse indicate dal comma 120 della Legge di Stabilità (ad esempio, 2 milioni di euro per l’anno 2015), la fruizione dello stesso risulta subordinata, come previsto dallo stesso comma, all’ordine cronologico di presentazione delle relative istanze: in caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell’incentivo, l’Istituto non prenderà in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione.

Fonte: Seac.it