FALSO ISEE, NIENTE BONUS BEBÈ

 

Dal 1°gennaio, l’Inps intercetta in automatico le attestazioni di Isee difformi ai dati delle banche dati dell’ Agenzia delle entrate, con particolare riferimento ai dati patrimoniali, procedendo alla sospensione della prestazione e invitando il lavoratore alla rettifica della propria situazione reddituale. A spiegarlo è lo stesso istituto di previdenza nel messaggio n. 261/2017. bonusbebe

Aiuto a mamma e papà.

Le novità riguardano l’ assegno introdotto dalla legge n. 190/2014 con il fine di sostenere le spese per il sostegno dei figli e spettante alle nascite e adozioni tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, anche in caso di affidamento preadottivo del minore. La misura dell’ assegno dipende dall’ Isee, come indicato in tabella, da calcolare con riferimento al nucleo familiare del genitore richiedente. La Dsu va presentata prima della domanda del bonus bebè e deve essere ripresentata ogni anno (scade, infatti, il 15 gennaio di ogni anno); se ciò non avviene, si rischia la sospensione dell’ erogazione del bonus.

Isee non corretto.

La sospensione della prestazione, da quest’ anno, si rischia anche in altro caso: se si presenta un’ attestazione Isee difforme ai dati contenuti nelle banche dati istituzionali. L’ Isee, si ricorda, è determinato dall’ Inps sulla base di informazioni autodichiarate dal cittadino, di dati acquisiti dagli archivi dell’ Agenzia delle entrate e di dati presenti nei propri archivi. In relazione ai dati autodichiarati nella Dsu, l’ Agenzia delle entrate effettua appositi controlli anche per verificare che vi sia corrispondenza tra quanto indicato dai cittadini nella sezione relativa al patrimonio mobiliare e le informazioni presenti nell’ anagrafe dei rapporti. Quando dai controlli risultano omissioni o difformità, l’Agenzia rende disponibile all’ Inps le anomalie con i codici fiscali dei componenti il nucleo a cui si riferiscono. In questi casi, dal 1° gennaio, la procedura sospende in automatico l’ istruttoria della domanda (se si tratta di una domanda nuova) o il pagamento della prestazione (se è in corso) e invia automaticamente al cittadino una comunicazione per l’ avviso: dell’ avvenuta sospensione d’ istruttoria o pagamento per omissioni e/o difformità presenti nella Dsu; della possibilità di presentare entro il termine di 30 giorni una nuova Dsu in linea con le risultanze dell’ Agenzia delle entrate; in alternativa, di produrre all’ Inps la documentazione dell’ intermediario (Banca, Poste Italiane, ecc.) che ha comunicato i rapporti finanziari all’ Agenzia delle entrate, per consentire all’ Inps stesso, quale ente erogatore, di verificare la completezza e veridicità dei dati indicati nella Dsu già presentata.

La comunicazione di sospensione è inviata all’ indirizzo di posta elettronica certificata indicato nella domanda (Pec del cittadino o del Patronato) o, in mancanza, all’ indirizzo di residenza/domicilio del richiedente tramite raccomandata a/r.

La sospensione perdura fino a quando il cittadino non si attiva, secondo una delle due opzioni (nuova Dsu o produzione di documentazione), per consentire all’ Inps di completare l’ istruttoria.

Parto gemellare e adozioni plurime.

Riguardo alle ipotesi di parto gemellare o di adozioni plurime, l’ Inps precisa che è necessario presentare una domanda per ogni figlio nato o adottato.

Pertanto, per esempio, nell’ ipotesi di nascita o adozione di due o più gemelli, occorre presentare un’ apposita domanda per ciascuno di essi (quindi due o più domande a seconda dei nati).

A tal fine, al termine della compilazione e dopo l’ invio della prima domanda, il cittadino può procedere a inserire le successive istanze mediante il pulsante «nuova domanda»; in tal modo, il sistema predisporrà una successiva domanda precaricando alcune delle informazioni richieste.

Fonte: Italia Oggi