FATTURA ELETTRONICA, AUMENTANO I CONTROLLI DAL 2020. LE NOVITÀ DEL DL FISCALE

Aumentano i controlli, fiscali e non, sulle fatture elettroniche: i dati contenuti nei file xml potranno essere utilizzati dall’Agenzia delle Entrate, ma anche dalla Guardia di Finanza, per un totale di 8 anni.

La novità, contenuta nel Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020, è un vero colpo di spugna alla privacy e alle regole imposte dall’autorità Garante. Tutti i dati delle fatture elettroniche, compresi quelli relativi a natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi che formano l’operazione, saranno memorizzati dall’Agenzia delle Entrate e condivisi con le Fiamme Gialle per le proprie attività di indagine.

La regola e la nuova disciplina sui controlli si applicherà a tutte le fatture elettroniche, sia dei contribuenti che hanno aderito al servizio di conservazione e consultazione, che di coloro che hanno negato il proprio assenso.

È all’articolo 15 dell’ultima versione del testo che il Decreto Fiscale modifica le regole in merito ai controlli legati ai dati delle fatture elettroniche.

La Guardia di Finanza potrà utilizzare i dati delle fatture elettroniche per assolvere alle proprie funzioni di polizia economica e finanziaria e, insieme all’Agenzia delle Entrate, potrà schedare i contribuenti ai fini delle analisi del rischio evasione.

Il tutto entro il termine di 8 anni, cioè rispettando quello che è il periodo massimo di conservazione dei dati dei file xml da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il Decreto Fiscale 2020 getta la maschera su una delle reali finalità alla base dell’introduzione della fatturazione elettronica e, rispetto alle promesse iniziali, i dati trasmessi dai titolari di partita IVA all’Agenzia delle Entrate saranno utilizzati in maniera più invasiva.

Fattura elettronica, aumentano i controlli dal 2020. Le novità del DL Fiscale

È l’articolo 15 dell’ultima versione del testo del Decreto Fiscale ad introdurre alcune importanti novità sulla fattura elettronica e, nello specifico, sui controlli previsti:

“all’articolo 1 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, dopo il comma 5 è aggiunto il seguente: “5-bis. I file delle fatture elettroniche acquisiti ai sensi del comma 3 sono memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento ovvero fino alla definizione di eventuali giudizi al fine di essere utilizzati:

  1. a) dalla Guardia di finanza nell’assolvimento delle funzioni di polizia economica e finanziaria di cui all’art. 2, comma 2, del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68:
    b) dall’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di Finanza per le attività analisi del rischio e controllo ai fini fiscali.”.”

Superando gli ordinari termini di accertamento, pari a 5 o 7 anni, per le fatture elettroniche l’utilizzo dei dati sarà ammesso entro il termine di 8 anni che, ovviamente, si estenderà fino al termine delle attività di indagine nel caso di giudizi già avviati.

controlli sui dati trasmessi con le fatture elettroniche si fanno più invasivi ed è soprattutto il potere attribuito alla Guardia di Finanza a creare preoccupazione tra le imprese.

La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate potranno utilizzare i dati delle fatture elettroniche fino al termine dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento.

Il termine per l’avvio dell’accertamento fiscale si allinea a quello previsto per la conservazione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate ma, ai fini di controllo, rientrano tra i dati utilizzabili anche quelli previsti all’articolo 21 del d.P.R. 633 del 1972, comma 2, lettera g), relativi a natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione.

Fattura elettronica, controlli su tutti i dati dei file XML entro 8 anni

La novità contenuta nel testo del Decreto Fiscale 2020 approvato dal Governo dispone quindi la memorizzazione e l’utilizzo dei file XML delle fatture elettroniche e tutti i dati in essi contenuti, compresi quelli di cui all’articolo 21 del d.P.R. 633 del 1972, comma 2, lettera g).

Le informazioni archiviate dall’Agenzia delle Entrate verranno utilizzate sia ai fini fiscali, che per le indagini di polizia economico-finanziaria da parte della Guardia di Finanza.

È la relazione illustrativa del DL Fiscale 2020 a spiegare cosa cambia: ad oggi, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza possono utilizzare i file XML delle fatture elettroniche per le verifiche fiscali (attività di controllo di cui agli artt. 51 del D.P.R. n. 633/1972 e 32 del D.P.R. n. 600/1973).

La modifica prevista dal DL Fiscale amplia invece il raggio di azione delle Fiamme Gialle che, nelle proprie attività di controllo, potranno utilizzare i dati delle fatture elettroniche per il contrasto di forma di illegalità, anche in settori diversi da quello strettamente tributario, quali ad esempio la spesa pubblica, il mercato dei capitali e la tutela della proprietà intellettuale.

Controlli fattura elettronica, dai dati la “lista nera” dei contribuenti a rischio

I dati delle fatture elettroniche non serviranno soltanto a contrastare gli illeciti, ma anche per la predisposizione delle liste dei contribuenti a rischio.

Con le novità inserite nel Decreto Fiscale 2020, la medesima possibilità di accesso all’intero set di dati presenti nelle fatture elettroniche viene consentita anche all’Agenzia delle Entrate, oltreché alla Guardia di Finanza.

 

Fonte: InformazioneFiscale.it