FERIE NON GODUTE 2016: FRUIZIONE ENTRO FINE ANNO

La fine dell’anno coincide con un importante adempimento da tener d’occhio. Infatti, i datori di lavoro che non hanno concesso la fruizione delle prime due settimane di ferie maturate nel 2016, devono farlo entro il 31 dicembre 2016. In caso contrario, sarà applicata una sanzione pecuniaria che varia in base al numero di lavoratori per i quali non è stato concesso il periodo feriale. Al riguardo, occorre ricordare che entro il 30 giugno 2017 invece, dovranno essere godute le ultime due settimane di ferie dell’anno 2015.

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Non rimane quindi ancora molto tempo al datore di lavoro che non abbia permesso ai propri dipendenti di fruire delle prime due settimane di ferie maturate quest’anno; per non incorrere in eventuali sanzioni pecuniarie, è bene che il datore di lavoro controlli la situazione di ciascun dipendente.

Così come stabilito dall’art. 36 della Costituzione e dal D.Lgs. n. 66/2003, il lavoratore ha diritto a un periodo annuale, “irrinunciabile”, di ferie retribuite, la cui durata è prestabilita dai rispettivi C.C.N.L.

In ogni caso, la sua durata non può essere inferiore alle 4 settimane annuali.

ARTICOLO 36 DELLA COSTITUZIONE
“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.

Il Decreto Legislativo richiamato distingue le ferie in tre periodi:

  • 1° periodo: 2 settimane da fruire in modo non interrotto, se richiesto dal lavoratore, nel corso dell’anno di maturazione (es. quest’anno vanno fruite almeno 2 settimane).
  • 2° periodo: 2 settimane da fruire in modo frazionato ma entro 18 mesi successivi dall’anno di maturazione (termine che può essere prorogato dalla contrattazione collettiva). Ad esempio, le ferie relative al 2016 vanno fruite entro giugno 2017.
  • 3° periodo: Se contrattualmente previsto, quale eccedenza del periodo minimo di 4 settimane.

La monetizzazione delle ferie

Per il periodo c.d. “minimo legale” (quattro settimane) vige il divieto assoluto di monetizzare le ferie non godute.

Eventualmente, le ferie che possono essere sostituite da un’indennità sono:

  • le ferie maturate fino al 29 aprile 2003 (data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 66/2003);
  • le ferie maturate dal lavoratore il cui rapporto di lavoro cessi entro l’anno di riferimento;
  • le settimane o i giorni di ferie previsti dalla contrattazione collettiva in misura superiore al periodo minimo legale.

La contribuzione anticipata

Altra importante particolarità riguarda la contribuzione anticipata, che si paga sulle ferie non godute. Infatti, dal 1999 il datore di lavoro deve anticipare il versamento dei contributi sulle ferie rispetto all’effettivo momento di fruizione, una volta decorsi 18 mesi dalla maturazione. Ciò significa che la scadenza dell’obbligazione contributiva si fissa alla medesima scadenza di fruizione delle ferie fissata dalla legge e/o dalla contrattazione collettiva.

Pertanto i datori di lavoro devono procedere al calcolo e al versamento dei contributi entro il 16 agosto (salvo proroga del periodo estivo).

Assistenza ai disabili garantita

Infine si precisa, che ai sensi della L. n. 104/1992 le ferie non riducono il diritto ai tre giorni di permesso mensili che spetta al lavoratore, il quale presta assistenza a familiari disabili. Analoga situazione si ha per malattia e festività, per maternità e permessi sindacali.

Le sanzioni

Qualora il datore di lavoro non conceda ai propri dipendenti le ferie spettanti, sarà sanzionato in base a quanto previsto dall’articolo 18-bis del D.Lgs. n. 66/2003. Il meccanismo sanzionatorio è articolato nel seguente modo:

Sanzione base: da 100 a 600 euro

Violazione riferita a più di 5 lavoratori (quindi almeno 6) o si è verificata in almeno due anni: da 400 a 1.500 euro

Violazione riferita a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno quattro anni: da 800 a 4.500 euro.

Fonte: FiscalFocus.it