IMU TERRENI AGRICOLI MONTANI

I terreni che ricadono in aree montane o di collina sono stati finora esenti da IMU. L’individuazione di tale aree doveva arrivare con un apposito Decreto, e nella sua attesa si faceva riferimento all’elenco dei Comuni allegato alla Circolare n. 9/93 (prevista per l’Ici). In questi giorni, tuttavia, è stata predisposto (come previsto dall’art. 22 comma 2 del d.l. 66/2014) un decreto che riduce drasticamente l’elenco dei comuni considerati montani

Sono esenti dall’Imu i terreni agricoli dei comuni ubicati ad un’altitudine superiore a 600 metri (quindi da 601 metri in poi), individuati sulla base dell'”Elenco comuni italiani” pubblicato sul sito internet dell’istituto nazionale di statistica (ISTAT), tenendo conto dell’altezza riportata nella colonna “Altitudine del centro (metri)”.

Nella pagina internet dell’Istat www.istat.it/it/archivio/6789, in corrispondenza del menu a destra, bisogna cliccare su “Elenco comuni italiani”. A questo punto è possibile aprire un file in xls, in cui sono riportati nella colonna “L” l’elenco dei comuni, e nella colonna “P” l’altitudine del centro del Comune.

Sono esenti dall’Imu anche i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni ubicati ad un’altitudine compresa tra 281 e 600 metri, individuati sulla base dello stesso elenco riportato sopra. L’esenzione si applica anche ai terreni concessi in comodato oppure in affitto ai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola.

Per tutti i terreni ubicati in comuni diversi sussiste l’obbligo di pagamento dell’Imu a partire dal 1° gennaio 2014. Il versamento dovrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014.

Il suddetto Decreto Interministeriale però, già pubblicato sul sito del Dipartimento delle Finanze lo scorso 1° dicembre ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, sta già per essere modificato. Dopo la rivolta delle categorie, il Governo avrebbe, infatti, deciso di stabilire una proroga del versamento a giugno, anziché entro il 16 dicembre come previsto dal decreto. La decisione politica sembra essere stata ormai presa, considerato che è stata confermata ieri dal sottosegretario all’Economia Baretta. Manca solo l’ufficialità. Il Governo punta a sfruttare questo tempo aggiuntivo per definire meglio chi dovrà pagare e chi potrà usufruire ancora dell’esenzione.

Fonte: FiscoeTasse



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