LA COMUNICAZIONE “BLACK LIST” 2015 E LA SCADENZA DEL 20.9.2016

Come noto, ai sensi dell’art. 1, commi da 1 a 3, DL n. 40/2010, devono essere comunicati all’Agenzia delle Entrate utilizzando il quadro BL del Modello di comunicazione polivalente gli acquisti / cessioni di beni nonché le prestazioni di servizi rese / ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici con sede, residenza o domicilio in Stati “black list” di cui ai DDMM 4.5.99 e 21.11.2001.

Sul punto va evidenziato che l’art. 21, D.Lgs. n. 175/2014, c.d. Decreto “Semplificazioni” ha:

– fissato ad 10.000 complessivi annui (in luogo dei previgenti € 500 per operazione) il limite il cui superamento comporta l’obbligo di presentazione della comunicazione “black list”.

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 30.12.2014, n. 31/E, il predetto limite va inteso non per singola operazione, bensì va riferito al complesso delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate e ricevute nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi c.d. black list”. La soglia, quindi, non va verificata né con riguardo alla singola controparte, né alle sole operazioni attive / passive né a ciascuna delle 4 categorie di operazioni (cessioni / prestazioni rese / acquisti / prestazioni ricevute), bensì complessivamente;

– previsto la periodicità annuale di invio della comunicazione (in luogo di quella mensile / trimestrale).

Si rammenta che, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 21.10.2010, n. 53/E il momento rilevante per individuare il periodo in cui ricomprendere le operazioni da segnalare coincide, in generale, con la data di annotazione nei registri IVA ovvero, se precedente o alternativa, nelle scritture contabili obbligatorie.

Con il Provvedimento 25.3.2016, l’Agenzia delle Entrate ha ufficializzato la proroga al 20.9.2016 dell’invio della comunicazione “black list” relativa al 2015. Tale proroga, come evidenziato dalla stessa Agenzia nel Comunicato stampa 24.3.2016, ha lo scopo di “permettere agli operatori di adeguare i software necessari per l’invio delle comunicazioni sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata”.

 Fonte: seac.it