LA MALATTIA DURANTE LE FERIE

Il pieno ingresso nell’estate, ossia nei mesi di luglio e agosto durante i quali si verifica la parte prevalente delle assenze dal lavoro per il godimento delle ferie, può far sorgere alcuni problemi pratici, specie nel caso in cui si trovino a coincidere un periodo di ferie e un evento di malattia.

Va subito detto che, se il lavoratore risulta malato prima che inizi il periodo di ferie individuali concordato con il datore di lavoro, o anche quello di chiusura dell’azienda per ferie collettive, egli va considerato in malattia e inizierà la ferie solo al termine della prognosi.

Spesso invece accade che il lavoratore parta regolarmente per le proprie vacanze e, poi, si ammali: come ci si deve comportare in questa situazione?

Una prima risposta – senza dimenticare che è anzitutto necessario verificare quanto sia eventualmente stato stabilito dal contratto collettivo che disciplina il rapporto di lavoro tra le parti – viene dalla giurisprudenza. Infatti, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 616/1987, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2109 del codice civile (diritto del lavoratore a un periodo annuale di ferie retribuite) nella parte in cui non prevede che la malattia insorta durante il periodo feriale ne sospenda il decorso.

In seguito, il giudice delle leggi, pur se con riguardo alle cure idrotermali, ha affermato che l’effetto sospensivo delle ferie è riconosciuto quando, in ragione della specificità e/o gravità della manifestazione morbosa e/o altresì delle modalità del trattamento terapeutico o riabilitativo, l’essenziale funzione delle ferie possa dirsi in concreto pregiudicata. La stessa Corte aveva quindi demandato al legislatore e/o alla contrattazione collettiva il compito di stabilire specificamente i casi o i criteri in base ai quali l’effetto di sospensione delle ferie potesse essere in concreto affermato, nonché le modalità dei relativi controlli. Tale intervento, almeno da parte del legislatore, non è mai avvenuto.

La successiva elaborazione giurisprudenziale ha condotto all’affermazione del principio secondo il quale l’effetto sospensivo della malattia insorta durante il godimento di un periodo di ferie non ha valore assoluto ma tollera eccezioni, per l’individuazione delle quali occorre avere riguardo alla specificità degli stati morbosi denunciati, e alla loro effettiva incompatibilità con l’essenziale funzione di riposo e recupero delle energie psicofisiche e ricreazione, propria delle ferie.

La stessa Cassazione ha poi precisato che la conversione dell’assenza per ferie in malattia opera solo a seguito della regolare comunicazione dello stato di malattia al datore di lavoro, e che la sospensione delle ferie non interviene se lo stato di malattia non pregiudica la finalità delle stesse. Tale situazione deve essere provata dal datore di lavoro attraverso i previsti controlli sanitari mediante richiesta all’Inps: nella richiesta dovrà essere specificato che il controllo è mirato a verificare se lo stato di malattia è tale da consentire la sospensione delle ferie.

Va poi ricordato che, in assenza di obiezioni da parte del datore di lavoro, il quale quindi non contesti la gravità della patologia e la sua idoneità a compromettere il godimento del periodo feriale, la sospensione delle ferie decorre dalla data in cui il datore medesimo ne viene a conoscenza (tramite certificato medico) e non dal primo giorno di malattia.

Infine, la malattia del bambino fino agli 8 anni di età, che dia luogo a ricovero ospedaliero, interrompe, a richiesta del genitore, il decorso delle ferie.



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