LA NOSTRA VALUTAZIONE SUL CONTRATTO DI LAVORO PER GLI OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI DELLA PROVINCIA DI BARI E BAT

ccnlEvidentemente il caldo afoso e prolungato dell’estate scorsa ha portato consiglio alle parti sociali del settore agricolo che hanno raggiunto un accordo per il rinnovo dei contratti integrativi degli operai agricoli nelle province della nostra regione. Difatti tra luglio ed agosto u.s. sono stati sottoscritti gli accordi contrattuali provinciali dopo una “gestazione” particolarmente lunga (quasi diciotto mesi di trattative) e travagliata; il “parto” comunque è stato difficile e non senza colpi di scena dell’ultim’ora come l’abbandono del tavolo delle trattative da parte della Flai-CGIL che non ha condiviso e firmato l’accordo, ma anzi ha proclamato da subito lo stato di agitazione.

Vediamo nel dettaglio le principali novità definite per i datori di lavoro e lavoratori agricoli delle provincie di Bari e BAT con Verbale di accordo  sottoscritto dalle parti il 4 agosto 2017:

Aumento retributivo concordato pari al 2,8% (nettamente al di sopra della media riconosciuta nei rinnovi già effettuati, in altri tavoli contrattuali provinciali, sull’intero territorio nazionale) spalmato nel quadriennio ed erogato in tre tranches: la prima alla firma del contratto, la seconda a dicembre 2017, la terza a marzo 2018. È stata poi modulata una indennità di percorso che varia a seconda delle distanze chilometriche che l’operaio deve coprire e che deve essere erogata al lavoratore in maniera forfettaria per ogni giornata di lavoro.

Nuovo livello contrattuale “sperimentale”: Si è condivisa la necessità di effettuare una rivisitazione della declaratoria contrattuale al fine di poterne consentire una maggiore efficacia applicativa ed evitare interpretazioni errate circa il corretto inquadramento delle figure professionali, che in passato, generava difficoltà applicative. Il risultato ottenuto è quello dell’eliminazione del livello contrattuale Area3^, Livello II (cd “delle grandi raccolte”) e l’introduzione del livello II “sperimentale” che, nelle intenzioni dei firmatari dell’accordo , renderà l’inquadramento contrattuale di taluni addetti a lavori generici più adeguata rispetto alla costante evoluzione del sistema agricolo del territorio, tutelando i livelli occupazionali, valorizzando le capacità professionali ed incentivando le aziende ad un aumento dell’impiego di manodopera con maggiore continuità nei rapporti di lavoro.

– questa nuova declaratoria, consente alle aziende una maggiore correttezza applicativa del vigente CIPL ed allo stesso tempo impegna i datori di lavoro al rispetto di alcuni parametri che consentiranno successivamente, tramite l’Osservatorio Provinciale gestito dalle parti, di valutarne il positivo risultato. La sperimentazione prevede, al fine di salvaguardare i livelli di alta specializzazione degli occupati, l’impegno dei datori di lavoro ad inquadrare nell’area 1 livello 2 (ex specializzati) un numero di dipendenti pari ad almeno il 12% dell’organico complessivo assunto nelle province di Bari e B.A.T. Prevede altresì che, come risultato della nuova rimodulazione delle qualifiche concordata, si possa ottenere un incremento medio generale delle giornate lavorate dichiarate su base annua pari al 10% per l’anno 2017 e del 15% per l’anno 2018. La verifica di tale incremento, sempre demandata all’Osservatorio Provinciale, sarà effettuata prendendo come riferimento il numero di giornate riportate negli Elenchi Nominativi Annuali dei lavoratori agricoli pubblicati ufficialmente dall’INPS per l’anno 2016 per le province di Bari e B.A.T. e confrontato con i risultati medi annuali per l’anno 2017 e per l’anno 2018. Le aziende interessate alla sperimentazione, dovranno procedere preventivamente (così come chiarito nell’apposita “Nota a Verbale”)  alla comunicazione all’Osservatorio provinciale, tramite apposito modulo, della volontà di aderire a tale percorso e di rispettarne i parametri previsti.

La soppressione del livello “Grandi raccolte” ha disorientato parecchio i datori di lavoro, in particolare di aziende di piccola dimensione, che erano abituati ad inquadrare i lavoratori in questo livello, specialmente nel periodo della raccolta olive. Con il nuovo livello sperimentale, questa tipologia di datori di lavoro difficilmente potrà mantenere i requisiti di incremento, giacché le campagne olearie sono discontinue di anno in anno per il naturale ciclo produttivo delle piante e per le condizioni meteo-climatiche. In più, le piccole aziende agricole, che assumono prevalentemente manodopera dedita alla raccolta dei prodotti agricoli (non specializzati, dunque) non potranno pertanto avere una percentuale di questi lavoratori pari o superiore al 12% del proprio organico. 

Ad ogni buon fine l’Osservatori provvederà ad effettuare entro il 30 Aprile 2018 la prima verifica nelle aziende interessate dalla sperimentazione del rispetto dei parametri previsti dal contratto; successivamente comunicherà alle aziende interessate il mancato superamento della fase sperimentale e la decadenza dalla fase sperimentale dalla data di notifica della comunicazione.

Alla luce di quanto illustrato, la scelta di avviare la fase sperimentale sarà il frutto di un’attenta programmazione delle fasi lavorative e la conseguente assunzione della manodopera necessaria, organizzandola in maniera tale da raggiungere i parametri di incremento. In mancanza di questa, sarà meglio non impegnarsi (con un atto sottoscritto), sapendo già da ora che non si potrà soddisfare i requisiti previsti per il periodo di sperimentazione.

Gianvito Schena