LA PROMOZIONE DELLA SALUTE COME STRATEGIA COMPLEMENTARE

saluteNei luoghi di lavoro la promozione della salute deve essere vista come strategia complementare a quella della tutela della salute, promozione che deve essere considerata con un’ottica più ampia rispetto al mero adempimento degli obblighi di prevenzione richiesti dalla normativa in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Promozione che può avere l’obiettivo di “promuovere nei luoghi di lavoro, attraverso tutti i soggetti aziendali della prevenzione, interventi di miglioramento globale del contesto lavorativo, coniugando l’ottica tradizionale di rispetto della normativa specifica di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori con l’ottica di promozione della salute”. Con la possibilità di “favorire un ruolo attivo del medico competente nell’orientare i lavoratori verso scelte e comportamenti favorevoli alla salute e nel contrastare stili di vita dannosi (quali l’abitudine al fumo, l’abuso di alcol e di altre sostanze, l’alimentazione non corretta, la sedentarietà, la mancata adesione ai programmi di screening attivati dal Servizio Sanitario Regionale, ecc..)”.

L’ambiente di lavoro è il contesto favorevole per la promozione della salute:

  • Possibilità di raggiungere soggetti su cui pesano maggiormente alcuni determinanti di rischio;
  • Possibilità di raggiungere lavoratori a più alto rischio professionale che spesso sono anche quelli che presentano le abitudini di vita meno salutari;
  • Possibilità di raggiungere persone difficilmente raggiungibili per altri canali;
  • Possibilità di iniziative di educazione alla salute su un elevato numero di persone e di ripeterle nel tempo;
  • Presenza di programmi di formazione periodica;
  • Possibilità di trasferire alle famiglie e quindi alla comunità esperienze positive e risultati (il lavoratore diventa soggetto attivo e può trasferire quanto appreso anche al di fuori del contesto aziendale).

E la promozione può avvenire attraverso:

  • Aziende USL impegnate a costruire azioni che favoriscano la diffusione della Promozione della salute nei luoghi di lavoro;
  • Ambienti di lavoro, contesto già orientato alla prevenzione, setting privilegiato per programmi di promozione della salute rivolti ai lavoratori e finalizzati all’equità sociale e di salute, considerata l’alta concentrazione di persone di varia identità socio demografica, su cui pesano maggiormente molte disuguaglianze di salute e spesso non facilmente raggiungibili con altri canali. 

Ricordando poi quanto indicato riguardo al ruolo del medico competente nell’art. 25 del D. Lgs, 81/2008, la promozione della salute deve essere vista come strategia complementare a quella della ‘tutela’ della salute. Il Medico Competente, infatti, “collabora inoltre alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di “promozione della salute”, secondo i principi della responsabilità sociale..”

Le attività principali di promozione della salute

Per cercare di comprendere come si declina poi praticamente un progetto di promozione della salute ricordiamo quelle che sono le attività principali:

  • Definizione delle azioni positive nel campo della promozione della salute da proporre alle aziende, con particolare riferimento ai temi del programma Guadagnare Salute (fumo, alcol, alimentazione e attività fisica) e definizione delle modalità di adesione al progetto (scheda aziendale con indicazione delle azioni positive che saranno realizzate);
  • Predisposizione degli strumenti a supporto dei medici competenti (schede individuale per la promozione della salute);
  • Presentazione e condivisione del progetto, in tutte le province, con le parti sociali e con i medici competenti;
  • Corsi per RSPP e RLS sui temi della promozione della salute nei luoghi di lavoro e sui contenuti del progetto; 

Questi gli obiettivi specifici del progetto:

  • Prevenire o modificare quei comportamenti nocivi che costituiscono i principali fattori di rischio per le malattie croniche non trasmissibili più frequenti (malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie, diabete);
  • La PSL (promozione della salute nei luoghi di lavoro) ha un valore strategico nei luoghi di lavoro soprattutto se collegata alla riduzione degli effetti additivi o sinergici sulla salute dei rischi professionali e di quelli legati agli stili di vita”.

Caratteristiche e linee di intervento del progetto

Vengono presentate le linee di intervento che sono “realizzabili sia nella grande impresa sia nella media e piccola”:

  • interventi di promozione di primo livello:
    • Realizzazione di una bacheca ‘della salute’ aziendale, con poster, manifesti e altri materiali illustrativi;
    • Messa a disposizione dei lavoratori di materiali informativi in tema di promozione della salute (sani stili di vita, vaccinazioni, ecc..) prodotti da AUSL, servizi sanitari regionale e nazionale, altre istituzioni pubbliche ed associazioni qualificate;
    • Incontro di presentazione del progetto con le figure aziendali della prevenzione;
  • interventi di promozione di secondo livello:
    • Individuazione di strategie aziendali quali modifiche ai menù dei pasti della mensa aziendale o forniti all’azienda e/o distributori automatici contenenti alimenti salutari tipo frutta e verdura, specifica regolamentazione aziendale per il rispetto del divieto di fumo;
    • Realizzazione di programmi di informazione/formazione dei lavoratori che prevedano al loro interno anche i temi prescelti;
    • Realizzazione di programmi di informazione/formazione dei dirigenti, preposti, RLS con riferimento al ruolo di promotori;
    • Convenzioni con palestre, piscine, etc., per favorire l’attività fisica”.

 Il ruolo del medico competente

Il ruolo del Medico Competente, all’interno dell’azienda, va inteso oggi in modo ampio, principalmente come supporto al datore di lavoro e a tutto il sistema destinato alla valutazione dei rischi e alla messa a punto della strategia preventiva più adeguata all’interno dell’azienda.  

In particolare, il medico competente “svolge un ruolo propositivo nei confronti della salute dei lavoratori e delle organizzazioni aziendali:

  • promuovendo iniziative;
  • collaborando alla loro realizzazione;
  • evidenziando i risultati attesi e le ricadute anche di carattere economico a medio e lungo termine.  

Inoltre, va sottolineato che il Medico Competente ha un rapporto diretto con i lavoratori (buona opportunità per sviluppare iniziative di promozione della salute individuale, rapporto fiduciale che si instaura tra lavoratori e MC che spesso è l’unico medico a cui si rivolgono per problemi organizzativi personali). Nel corso delle visite mediche (preventive, periodiche, etc.) il MC viene a conoscenza di fattori di rischio extra professionali (abitudine al fumo, abuso di alcol, alimentazione non corretta, sedentarietà, ipertensione, esecuzione di vaccinazioni raccomandate e screening, etc.) che riporterà nella cartella sanitaria e di rischio (in apposita scheda di promozione della salute). Sulla base degli elementi raccolti nella scheda di rilevazione individuale il MC potrà: individuare le problematiche individuali prevalenti;  attivare gli interventi di promozione più opportuni nel caso specifico” (interventi informativi, proposta di programmi specifici di promozione della salute, ecc..); verificare nel tempo l’efficacia delle iniziative adottate.

Fonte: Puntosicuro.it