LAVORO ACCESSORIO: IL LIMITE ECONOMICO SUPERA QUOTA 5MILA

Il lavoro occasionale si liberalizza sempre di più. Infatti, come previsto dallo schema di Decreto Legislativo sul riordino dei contratti di lavoro, che ha ottenuto la scorsa settimana il via definitivo dal Governo per la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il limite economico per i prestatori di lavoro occasionale è stato elevato da 5.000 a 7.000 euro nel corso di un anno civile, restando comunque nei limiti della no-tax area. Quindi, l’iscrizione obbligatoria alla Gestione separata INPS, con il conseguente onere contributivo, scatta ora solo al superamento di quest’ultimo valore (annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati).

Inoltre, fermo restando il limite complessivo di 7.000 euro, nei confronti dei committenti imprenditori o professionisti, le attività lavorative possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro.

Sul punto, vale la pena precisare che le prestazioni di lavoro accessorio possono essere altresì rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite complessivo di 3.000 euro di corrispettivo per anno civile, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito. A tal fine, l’INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.

Le novità sono contenute nel Decreto Legislativo che verrà a breve pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con la conseguente entrata in vigore dal giorno successivo.

Fonte: Fiscal Focus