LAVORO IRREGOLARE, DUE IMPRESE SU TRE NON A NORMA (+ 5%)

Cresce il lavoro irregolare. Nel 2018 aumenta del 5% la percentuale di aziende che presentano almeno un’irregolarità nella gestione della propria forza lavoro; oltre due imprese su tre risultano non a norma. È quanto rilevato dall’Ispettorato nazionale del lavoro che, ieri, ha presentato il «Rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale».

Sono 144.163 le aziende ispezionate dall’Inl nel 2018: 116.846 ispezioni hanno riguardato controlli in ambito lavorativo, 14.726 in ambito previdenziale e 12.591 sotto l’aspetto della vigilanza assicurativa. Tra le imprese monitorate, 98.255 hanno presentato profili di irregolarità nella gestione dei rapporti di lavoro (70%, in crescita del 5% rispetto al 2017). In crescita anche l’ammontare dei contributi recuperati: nel 2018 si è arrivati alla cifra di 1 miliardo e 356 milioni, superiore del 23% rispetto ai numeri del 2017. Il dato assume ancor più rilevanza se confrontato con il totale delle ispezioni realizzate; infatti, il numero di imprese ispezionate è minore del 10% rispetto all’anno precedente. Complessivamente, sono state intercettate 162.932 posizioni di lavoratori irregolari. A livello territoriale, la Lombardia ha il maggior numero di lavoratori irregolari (9.922), seguita da Emilia-Romagna (9.147), Lazio (9.078), Campania (7.326) e Puglia (6.729). Su gli oltre 160 mila lavoratori irregolari, circa il 40% (42.306) sono occupati in nero e la loro presenza è stata riscontrata in oltre il 48% delle ispezioni in cui sono state accertati illeciti.

L’Ispettorato ha suddiviso la sua analisi anche per settori di competenza; una parte dal rapporto, ad esempio, è dedicata all’analisi del caporalato in agricoltura: nel comparto sono state effettuate 7.160 ispezioni, con un tasso di irregolarità registrato di circa il 54,79%, superiore di oltre 4 punti percentuali rispetto al 2017. Dei 5.114 lavoratori irregolari riscontrati, 3.349 (ovvero il 65,5%) sono risultati in nero e, tra questi, 263 cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno. Nel settore agricolo si registra «un netto incremento nel deferimento all’autorità giudiziaria» che ha riguardato 299 persone (+220% rispetto alle 94 del 2017), 56 delle quali in stato di arresto. Un altro comparto analizzato nel report è quello dell’autotrasporto: nel settore sono state ispezionate complessivamente 6.855 imprese, con l’accertamento di 4.358 illeciti e, dunque, un’incidenza alla irregolarità pari a circa il 70,5%. Le infrazioni hanno riguardato 12.120 lavoratori; di questi, 1.130 sono risultati totalmente in nero. Ma le più diffuse tipologie di illeciti riguardano violazioni alla disciplina in materia di orario di lavoro e dei tempi di guida e di riposo (riscontrate per 4.496 lavoratori). Un ulteriore capitolo riguarda il comparto delle cooperative di lavoro: su un totale di 3.311 cooperative ispezionate, ne sono risultate irregolari 1.986 (circa il 60%, con un aumento rispetto al 2017 dell’8,76%). Accertata occupazione irregolare di 28.403 lavoratori, 1.036 dei quali totalmente in nero. Dal settore sono stati recuperati contributi e premi evasi per un importo imponibile pari a 61 milioni di euro. Oltre alle irregolarità nei rapporti di lavoro, l’attività ispettiva dell’Inl si è concentrata anche sulla vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro: su 20.025 accertamenti definiti, 16.394 aziende sono risultate non in regola, con un tasso dell’82% (anche in questo caso, in crescita rispetto al 2017 del 5%).

Fonte: ItaliaOggi.it