LIBRO UNICO DEL LAVORO: INVIO TELEMATICO AL WELFARE DAL 2017

È in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo, attuativo della Legge n. 183/2014 (c.d. Jobs Act), recante “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di lavoro e pari opportunità.”

Tale decreto apporterà, salvo ulteriori variazioni, una significativa modifica alla modalità di tenuta del Libro Unico del Lavoro attualmente disciplinata dall’articolo 39 del DL n. 112/2008 convertito in legge con modificazioni.

Come noto, il citato articolo prevede che il Libro Unico debba essere tenuto mediante l’utilizzo di uno dei seguenti sistemi:

1) elaborazione e stampa in modo meccanografico su fogli mobili a ciclo continuo: obbligatoriamente e prima della messa in uso ogni pagina deve essere numerata e vidimata presso l’INAIL o, in alternativa, numerazione e vidimazione in sede di stampa del modulo continuo da parte di soggetto autorizzato dall’INAIL;

2) stampa laser: necessita di una preventiva autorizzazione (su richiesta) rilasciata dall’INAIL, con generazione della numerazione automatica in fase di stampa;

3) supporti informatici: l’utilizzo di tali sistemi informatici è esonerato dall’obbligo di vidimazione ed autorizzazione se, preventivamente, è data comunicazione alla competente Direzione Territoriale del Lavoro.

Come sopra anticipato, il Decreto approvato dalle Camere e di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prevede che: dal 1° gennaio 2017 il Libro Unico del Lavoro sarà tenuto, in modalità telematica, presso il Ministero del Lavoro.

Preme evidenziare che la disposizione in esame non aggiunge un’ulteriore modalità di tenuta del LUL rispetto a quelle vigenti, ma introduce un’unica modalità di predisposizione, tenuta e vidimazione. La tenuta in modalità telematica presso il Ministero del Lavoro sostituisce, pertanto, le modalità esistenti.

Il Decreto in esame introduce novità anche nel regime sanzionatorio legato agli illeciti in materia di tenuta e conservazione del Libro Unico del Lavoro.

In particolare, è previsto che, salvo i casi di errore meramente materiale, l’omessa o infedele registrazione dei dati nel LUL che determina differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 1.500 euro, ora elevata da 500 a 3.000 euro se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori ovvero ad un periodo superiore a 6 mesi, da 1.000 a 6.000 euro se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori ovvero ad un periodo superiore a 12 mesi.

 Seac



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