MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL RISCHIO RADON: PENSIAMOCI PER TEMPO! 

La Regione Puglia ha emanato la Legge Regionale 3 novembre 2016, n. 30 “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato” con l’obbiettivo dichiarato di monitorare e ridurre al massimo l’esposizione delle persone alla radioattività naturale derivante dal ”GAS RADON”.

Radon-GasIl radon è un gas nobile prodotto dalla «disintegrazione radioattiva» del radio contenuto nelle rocce. Se il gas radon, prodotto dal suolo e dalle rocce, fuoriesce e si diluisce nell’atmosfera, la sua concentrazione risulta talmente bassa da non costituire un rischio per la salute, ma se il gas radon penetra in un ambiente confinato, tenderà ad accumularsi raggiungendo livelli tali da rappresentare un rischio; infatti, si osserva che la frazione maggiore dell’esposizione alla radiazione naturale si deve all’inalazione del gas radon e dei suoi prodotti di decadimento, che sono presenti in atmosfera e, in concentrazioni più elevate nell’aria degli ambienti chiusi (abitazioni, luoghi di lavoro, ecc.). 

Il radon è incolore, inodore, quindi non è percepibile, non ha effetti dannosi immediati, ma solo tardivi e solo da una ventina d’anni è stato riconosciuto la causa di una certa frazione di tutti i tumori polmonari: in Italia si stima che tale frazione oscilli tra il 5 e il 20%, il che rende il radon la seconda causa di morte per tumore polmonare dopo il fumo di sigaretta.

La norma regionale prevede per tutti i luoghi di attività “aperti al pubblico” e per quelli che comunque hanno vani interrati e seminterrati, l’obbligo di verifica da parte del datore di lavoro della concentrazione del RADON, mediante monitoraggio con uso di dosimetri passivi da parte di laboratori autorizzati. I risultati del monitoraggio, insieme ad una relazione redatta da Tecnico esperto e qualificato, al termine dei due semestri di monitoraggio, devono essere trasmessi al Comune di appartenenza ed all”ARPA Puglia.

La procedura deve essere poi ripetuta dopo 5 anni.

In caso di mancata trasmissione delle misurazioni entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge (pertanto entro maggio 2018), il Comune provvede ad intimare, con ordinanza, la trasmissione delle misurazioni svolte, concedendo un termine non superiore a trenta giorni, la cui eventuale e infruttuosa scadenza comporta la sospensione della certificazione di agibilità e conseguente sospensione dell’attività esercitata.

Appare quindi evidente che le aziende con locali aperti al pubblico e lavoratori devono iniziare immediatamente il monitoraggio per due semestri al fine di poter rispettare l’obbligo di scadenza. Visti i tempi ristretti imposti dalla norma e soprattutto la delicatezza della sanzione (sospensione agibilità e attività) occorre procedere con sollecitudine all’avvio del monitoraggio.

Studio Schena, già da qualche anno ha affrontato la problematica della valutazione del rischio legato all’esposizione a gas radon in ambienti chiusi (specialmente in ambienti interrati e seminterrati) ed in partnership con altri soggetti e parti sociali ha partecipato ad un progetto presentato all’INAIL per la  promozione delle attività di formazione ed informazione, nonché di monitoraggio e verifica dell’esposizione. Ultimamente ha siglato un accordo con un partner professionale specializzato nel settore della diagnosi e mitigazione del radon e, forte di questa esperienza, è pronto a fornire alla clientela dettagliate informazioni e proporre la fornitura di dosimetri passivi, l’analisi del campionamento da parte di laboratorio autorizzato e la relazione finale completa delle risultanze delle analisi da trasmettere sia al Comune di appartenenza che all’ARPA Puglia. A breve inoltre Studio Schena organizzerà un incontro tecnico aperto a tutti per illustrare e discutere di questo argomento nel quale interverranno rappresentanti della Regione, dell’Arpa e professionisti specializzati nel settore.

Ovviamente non possiamo prevedere al momento eventuali proroghe, di cui Vi terremo prontamente informati, e pertanto, al fine di consentire il rispetto dell’obbligo entro i termini previsti, la trasmissione dei monitoraggi e la relazione da parte del Tecnico Esperto Qualificato con i minori costi possibili, Vi invitiamo a non procrastinare l’avvio del monitoraggio per iniziare i due semestri di campionamento ed arrivare a aprile-maggio 2018 in tempo per evitare di incorrere nella procedura di infrazione.