MULTA DI 4 MILA EURO A UN’AZIENDA AUSTRIACA CHE USAVA MALE IL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA

Nel mese di ottobre, il Garante austriaco Datenschutzbehörden, ha erogato, a seguito di una ispezione, una sanzione di 4 mila euro ad una azienda che utilizzava il sistema di video sorveglianza in malo modo, puntandolo in parte sul marciapiede esterno al perimetro aziendale riprendendo in modo eccessivo, senza alcuna giustificata motivazione e senza informare con apposita cartellonistica i passanti.

La videosorveglianza, che sia a uso privato o pubblico, è sottoposta a regole stringenti volte a tutelare la privacy e le libertà fondamentali delle persone.

Sono inoltre stabiliti specifici adempimenti applicabili a soggetti pubblici e privati.

Primo fra tutti l’obbligo di informativa: gli interessati devono essere sempre informati di stare per accedere in una zona videosorvegliata; ciò anche nei casi di eventi e in occasione di spettacoli pubblici (es. concerti, manifestazioni sportive).

L’informativa può essere rilasciata mediante il modello semplificato di informativa “minima”, indicante il titolare del trattamento e la finalità perseguita. Il modello è ovviamente adattabile a varie circostanze. In presenza di più telecamere, in relazione alla vastità dell’area oggetto di rilevamento e alle modalità delle riprese, potranno essere installati più cartelli.

Il supporto con l’informativa:

  • deve essere collocato prima del raggio di azione della telecamera, anche nelle sue immediate vicinanze e non necessariamente a contatto con gli impianti;
  • deve avere un formato ed un posizionamento tale da essere chiaramente visibile in ogni condizione di illuminazione ambientale, anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno;
  • può inglobare un simbolo o una stilizzazione di esplicita e immediata comprensione, eventualmente diversificati al fine di informare se le immagini sono solo visionate o anche registrate.

Il Garante ritiene auspicabile che l’informativa, resa in forma semplificata avvalendosi del predetto modello, poi rinvii a un testo completo contenente tutti gli elementi di cui all’art. 13, comma 1, del Codice Privacy (che sarà modificato con il decreto di recepimento del Regolamento Europeo n. 679/2016 sulla Protezione dei Dati, il Gdpr), disponibile agevolmente senza oneri per gli interessati, con modalità facilmente accessibili anche con strumenti informatici e telematici.

Quali sono gli spunti di riflessione che le aziende italiane devono trarre da questi episodi? Sicuramente che le tante attese sanzioni sono arrivate e che per adesso sono state inesorabili; basti pensare all’episodio austriaco, una problematica quella della cartellonistica informativa inerente alla video sorveglianza spesso sottovalutata dalle pmi e micro imprese italiane che, probabilmente per mancanza di tempo o per la poca attenzione alla tematica della privacy, non hanno mai adeguato le informative riguardanti le aree sottoposte a video sorveglianza, in alcuni casi omettendo (tutt’oggi) l’esposizione dei cartelli informativi nei luoghi dove vi è un sistema di video sorveglianza in funzione.

Non ci sono più scuse e i fatti appena accaduti testimoniano un impegno dei Garanti degli Stati membri nel mantenere la guardia sempre alta, a tutela dei dati dei cittadini. Le aziende italiane sono avvisate, ancora una volta, grazie alle disavventure di altri.

Colgano tutti l’occasione per imparare dagli errori e impegnarsi nell’ottemperanza della norma, sia dal punto di vista delle politiche e dei regolamenti aziendali, sia dal punto di vista implementativo e tecnologico.