PARTITE IVA: PIENAMENTE OPERATIVI I CONTROLLI SULLA MONOCOMMITTENZA

Dal 1° gennaio 2015, i tre parametri introdotti dalla Riforma “Fornero” per la verifica del corretto utilizzo delle partite IVA (durata della collaborazione, corrispettivo derivante dalla collaborazione e postazione fissa di lavoro) sono pienamente operativi in relazione ai lavoratori con partita IVA aperta dopo il 18 luglio 2012.

Preme ricordare che, qualora l’utilizzo della partita IVA venga giudicato improprio,

  • la prestazione lavorativa viene ricondotta ad una collaborazione coordinata e continuativa;
  • con l’ulteriore “conversione” in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (dalla data di costituzione del rapporto) nel caso in cui, per tale prestazione, non sia statoindividuato uno specifico progetto.

Durata della collaborazione.
In base alla norma di legge la durata complessiva della collaborazione deve essere superiore a “8 mesi annui per due anni consecutivi”; a riguardo, il Ministero del Lavoro, nella Circolare n. 32/2012, ha precisato che:

  • tale periodo deve individuarsi nell’ambito di ciascun anno civile (1° gennaio – 31 dicembre);
  • poiché la durata convenzionale di un mese è pari a 30 giorni, in ciascun anno civile tale periodo deve essere almeno pari a 241 giorni, anche non continuativi.

Dal 1° gennaio 2015, è possibile riscontrare la sussistenza di tale parametro (durata della collaborazione). Infatti, poiché:

  • la durata di 8 mesi è riferita a ciascun anno civile, e
  • la norma di legge è entrata in vigore il 18 luglio 2012,

tale condizione si realizza, per la prima volta, in riferimento ai periodi 1° gennaio 2013 – 31 dicembre 2013 e 1° gennaio 2014 – 31 dicembre 2014.

Corrispettivo derivante dalla collaborazione.
Come sopra anticipato, il Legislatore ha stabilito che il corrispettivo derivante dalla collaborazione debba costituire almeno l’80% di quanto ricavato nell’arco di due anni solari consecutivi.

In relazione al periodo di riferimento (“due anni solari consecutivi”), nella Circolare n. 32/2012 il Ministero del Lavoro ha specificato che i due periodi di 365 giorni non devono necessariamente coincidere con l’anno civile.

Ad esempio, un collaboratore che il 31 gennaio 2016 intende riscontrare l’esistenza di tale condizione, dovrà dimostrare che per ciascuno dei periodi 31 gennaio 2015 – 30 gennaio 2016 e 31 gennaio 2014 – 30 gennaio 2015 hapercepito, in forza della medesima collaborazione, l’80% del totale dei corrispettivi percepiti in ciascuno dei due archi temporali.

Qualora si voglia riscontrare, contemporaneamente, il presupposto della durata della prestazione professionale e quello del corrispettivo, il Ministero ha precisato, nella citata circolare, che il criterio dell’anno civile “attrae” anche il criterio reddituale.

Di conseguenza, anche ai fini reddituali si considerano i periodi dal 1° gennaio al 31 dicembre di 2 anni consecutivi.

Poiché la norma di legge è entrata in vigore il 18 luglio 2012, tale verifica si concretizza, per la prima volta, dal 1° gennaio 2015 in riferimento ai periodi 1° gennaio 2013 – 31 dicembre 2013 e 1° gennaio 2014 – 31 dicembre 2014.

Postazione fissa di lavoro.
La postazione fissa di lavoro utilizzata dal collaboratore non deve necessariamente essere di suo uso esclusivo.

Tale condizione si verifica quando, negli intervalli temporali utili alla realizzazione di uno degli altri parametri, il collaboratore può usufruire di una postazione ubicata in locali in disponibilità del committente, indipendentemente dalla possibilità di utilizzare qualunque attrezzatura necessaria allo svolgimento dell’attività.

Poiché la norma di legge è entrata in vigore il 18 luglio 2012, la verifica, contemporanea, del presupposto

  • della postazione fissa e del corrispettivo, può essere effettuata dal 18 luglio 2014, data in cui scadono i due anni solari richiesti per il calcolo del fatturato;
  • della postazione fissa e della durata della prestazione, può essere effettuata dal 1° gennaio 2015, data in cui scadono i due anni civili richiesti per il calcolo della durata della collaborazione.

Fonte: Seac.it