QUANTO TEMPO BISOGNA TENERE LE BOLLETTE PAGATE?

In un’epoca in cui tutti i documenti – fatture comprese – sono ormai in modalità elettronica e digitale, conservare le ricevute di pagamento delle bollette vecchie diventa un compito noioso, ma non per questo inutile; non capita di rado, infatti, che le società di fornitura del servizio elettrico, idrico e del gas chiedano dei pagamenti per importi già corrisposti. Sicché la ricevuta del versamento è sufficiente per contrastare qualsiasi illegittima pretesa. Ma per quanto tempo bisogna tenere le bollette pagate? Quanti anni bisogna occupare gli archivi di casa con le scartoffie? 

A ben vedere, ciò che bisogna conservare è la ricevuta di pagamento, non tanto la bolletta: solo la prima, infatti, costituisce prova dell’adempimento, mentre la seconda è un documento necessario all’utente per verificare i consumi. Solo per una ragione di comodità e di ricostruzione degli arretrati, si spilla la prova del pagamento alla fattura cui essa si riferisce. Ma nulla impedisce che, dinanzi a un debito più elevato, la società fornitrice possa imputare i pagamenti alle bollette più vecchie, salvo diversa indicazione del cliente. 

Ma procediamo con ordine e vediamo, nel dettaglio, per quanto tempo bisogna tenere le bollette pagate. Come vedremo a breve, i termini sono diversi a seconda del tipo di utenza.

 

Perché bisogna conservare le bollette pagate?

La conservazione delle ricevute di pagamento delle bollette vecchie serve per evitare che, dinanzi alla contestazione di morosità, si debba versare una seconda volta l’importo dovuto. Difatti, spetta sempre al debitore dimostrare l’avvenuto adempimento e, nel caso delle bollette, tale prova non può che essere documentale. Dunque, chi non conserva la ricevuta di pagamento da opporre dinanzi alla richiesta della società fornitrice si considera moroso

La conservazione delle bollette pagate, però, non deve avvenire in eterno: l’utente deve, infatti, custodire le ricevute solo fino a quando non si forma la cosiddetta prescrizione, ossia il periodo di tempo oltre il quale il fornitore non può più chiedere alcun pagamento. Decorso il termine di prescrizione, infatti, qualsiasi pretesa di pagamento, legittima o meno, risulta infondata; a quel punto, anche chi non ha versato il dovuto può dormire sonni tranquilli. 

Dunque, chiedersi per quanto tempo bisogna conservare le bollette equivale a rispondere anche a un’altra domanda: qual è la prescrizione delle bollette? Di tanto parleremo qui di seguito. Ma prima un’ultima e importantissima precisazione. 

Chi ha la domiciliazione bancaria deve conservare le bollette pagate?

Quando si opta per la domiciliazione bancaria delle utenze è possibile evitare di conservare le bollette e le relative ricevute: questo perché è possibile risalire all’adempimento tramite l’estratto conto corrente bancario o postale. 

Non è necessario stampare e conservare gli estratti conto atteso che la banca è sempre tenuta, in qualsiasi momento, a ricostruire la situazione contabile del proprio cliente, fornendogli la lista dei movimenti sul conto

Solo nel caso di estinzione del conto corrente (magari a seguito dell’apertura del conto presso un altro istituto di credito) sarà necessario stampare gli estratti e conservarli in archivio.

 

Per quanto tempo conservare le bollette della luce?

Dal 2 marzo 2018, il termine di prescrizione delle bollette della luce è passato da 5 anni a 2 anni. Questo significa che:

  • le bollette della luce pagate fino al 1.03.2018 vanno conservate per cinque anni;
  • le bollette della luce pagate dal 2.03.2018 in poi vanno conservate per due anni 

Attenzione però: se nell’arco di tale termine si riceve una raccomandata in cui viene richiesto espressamente il versamento degli arretrati, il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo per un periodo di pari durata (ossia altri cinque o due anni).

A ben vedere, le bollette della luce contengono ora anche la parte riferita al canone Rai. La questione si complica perché l’imposta televisiva ha un termine di prescrizione molto più lungo: 10 anni. Quindi, chi volesse dimostrare di aver versato il canone televisivo allo Stato dovrebbe conservare le bollette della luce per un decennio.

 

Per quanto tempo conservare le bollette del gas?

Dal 2 gennaio 2019, anche il termine di prescrizione delle bollette del gas è passato da 5 anni a 2 anni. Questo significa che:

  • le bollette del gas pagate fino al 1.01.2019 vanno conservate per cinque anni;
  • le bollette del gas pagate dal 2.01.2019 in poi vanno conservate per due anni.

Anche in questo caso, il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo ogni volta che si riceve una raccomandata di diffida. 

 

Per quanto tempo conservare le bollette dell’acqua?

Dal 2 gennaio 2020, il termine di prescrizione delle bollette dell’acqua è passato da 5 anni a 2 anni. Questo significa che:

  • le bollette dell’acqua pagate fino al 1.01.2020 vanno conservate per cinque anni;
  • le bollette dell’acqua pagate dal 2.01.2020 in poi vanno conservate per due anni.

Anche in questo caso, il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo ogni volta che si riceve una raccomandata di diffida.

 

Per quanto tempo conservare le bollette del telefono?

Per i debiti con le compagnie telefoniche la prescrizione è rimasta di cinque anni. Pertanto, le relative bollette devono essere conservate per cinque anni. 

 

La liberatoria contenuta nelle bollette

Potrebbe succedere che, all’interno di una bolletta, sia riportata la scritta «Grazie, i pagamenti precedenti risultano regolari». Si tratta di una dichiarazione del creditore con cui viene data ampia liberatoria nei riguardi dell’utente. Non esistono, ad oggi, precedenti giurisprudenziali che stabiliscano quale valore abbia tale dicitura. In generale, le norme del Codice civile stabiliscono che la liberatoria firmata dal creditore esonera il debitore da ogni adempimento. In questo caso, è vero che non c’è alcuna sottoscrizione sulle bollette, ma è innegabile la provenienza delle stesse dalla società fornitrice. A ben vedere, quindi, si potrebbe utilizzare tale circostanza per liberarsi in anticipo di un bel po’ di carta. 

 

Bollette condominio, affitto e rate mutuo

Vanno conservate anche per massimo 2 anni (perché tale è la prescrizione) le ricevute di pagamento di:

  • spese condominiali relative alle quote ordinarie;
  • canoni di affitto;
  • rate del mutuo.

 

Fonte: laleggepertutti.it