REINTRODOTTO L’INDENNIZZO PER CESSAZIONE ANTICIPATA ATTIVITA’

L’art. 1 del D.Lgs. n. 207/1996 ha previsto “un indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale ai soggetti che esercitano, in qualità di titolari o coadiutori, attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, ovvero che esercitano attività commerciale su aree pubbliche”. Affinché gli interessati possano godere dell’indennizzo in questione, è necessario che questi ultimi siano in possesso dei seguenti requisiti:
• più di 62 anni di età, se uomini, ovvero più di 57 anni di età, se donne;
• iscrizione, al momento della cessazione dell’attività, per almeno 5 anni, in qualità di titolari o coadiutori, nella Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).
Ai soggetti idonei spetta un assegno mensile, sino alla data di decorrenza della pensione di vecchiaia, pari all’importo del trattamento minimo di pensione (501,38 euro nel 2014). Al riguardo, è bene tener presente che l’erogazione dell’indennizzo spetta fino a tutto il mese in cui i beneficiari compiono le età pensionabili previste per la vecchiaia dalla riforma Fornero.

Ora, la Legge di Stabilità 2014 ha prorogato tale indennizzo anche ai soggetti che maturino i requisiti pensionistici nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2016. Per cui, possono presentare domanda di indennizzo tutti coloro che maturano i requisiti per l’indennizzo di cui all’articolo 2 del Decreto Legislativo n. 207 del 1996 nel periodo “1° gennaio 2012 – 31 dicembre 2016”. Rientrano nell’agevolazione anche coloro che, pur avendo maturato i requisiti per il diritto alla predetta prestazione ai sensi del previgente articolo 19-ter nel periodo “1° gennaio 2009 – 31 dicembre 2011”, non avevano presentato la relativa domanda o gli era stata rigettata perché presentata oltre il termine ultimo del 31 gennaio 2012.

L’indennizzo è pari ad una somma di circa 500 Euro al mese per gli agenti e i commercianti che cesseranno l’attività negli anni 2014-15-16 e che avranno un’età di 62 anni, per gli uomini, e 57 anni per le donne. L’indennizzo viene corrisposto per il periodo intercorrente dalla cessazione fino alla data della pensione di vecchiaia.

La novità importante quindi, è che la prestazione può essere concessa ai soggetti che siano già titolari o abbiano maturato i requisiti per la pensione di anzianità o per quella anticipata nella gestione commercianti. Nel primo caso il trattamento sarà erogato fino al mese di compimento delle età pensionabili previste dalla legge Fornero, che per l’anno in corso sono di 64 anni e 9 mesi di età per le donne e di 66 anni e 3 mesi per gli uomini. L’Inps precisa, peraltro, che durante il periodo di godimento dell’indennizzo non sarà accreditata in favore del beneficiario alcuna ulteriore contribuzione figurativa nell’ambito della gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali. Il periodo di godimento dell’indennizzo, infatti, per specifica disposizione legislativa è utile ai soli fini del conseguimento del diritto a pensione.

Per quanto riguarda la compatibilità con l’assegno sociale, l’indennizzo può essere concesso anche al titolare di tale prestazione. Tuttavia il diritto all’assegno è soggetto al fatto che il beneficiario non possegga redditi propri, salvo alcune esclusioni tra cui non compaiono gli indennizzi, o possegga redditi di importo inferiore a quello annualmente determinato dell’assegno sociale. Ne deriva che per il 2014 la percezione dell’indennizzo comporta nella maggior parte dei casi la revoca dell’assegno se si supera il limite reddituale annuale di 5.818,93 euro.

L’Indennizzo è incompatibile con l’esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato e viene revocato a far data dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale viene ripresa l’attività lavorativa.

Le richieste dovranno essere presentate entro il 31 gennaio del 2017 e l’assegno verrà corrisposto dal 1° giorno del mese successivo alla data della domanda, che deve essere presentata agli uffici INPS territoriali di competenza. 



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