REVOCA DELLA SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE: I CHIARIMENTI DEL MINISTERO

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la Nota protocollo n. 19570 del 16 novembre 2015, fornisce chiarimenti in merito al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale ed alle ipotesi di revoca dello stesso.

Revoca del provvedimento di sospensione

L’art. 14 del D.Lgs n. 81/2008 dispone, al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, che gli organi di vigilanza del Ministero del Lavoro, anche su segnalazione di altre amministrazioni pubbliche, possano adottare provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale:

  • nelle ipotesi di impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro;
  • in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, anche con riferimento alle attività nell’ambito dei cantieri edili.

L’Organo di vigilanza del Ministero del Lavoro può procedere a revocare il provvedimento di sospensione a seguito di:

  • regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria;
  • accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  • pagamento di una somma aggiuntiva, pari a: euro 2.000 per le sospensioni conseguenti all’impiego di lavoratori in nero, euro 3.200 per le ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di salute e sicurezza.

In relazione alla revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, il Ministero, nella Circolare n. 26/2015 (cfr. Aggiornamento AP n. 352/2015), ha chiarito che:

“Così come precisato con circ. n. 33/2009, alla quale si rinvia per ogni ulteriore chiarimento, si ricorda inoltre che la regolarizzazione dei rapporti va verificata anche in relazione agli obblighi di sorveglianza sanitaria, formazione e informazione eventualmente previsti dal D.Lgs n. 81/2008.

In tal senso, con specifico riferimento al settore dell’edilizia, configurandosi nella quasi totalità dei casi la violazione di obblighi puniti penalmente (almeno in riferimento all’omessa sorveglianza sanitaria ed alla mancata formazione ed informazione), il personale ispettivo dovrà adottare il provvedimento di prescrizione obbligatoria relativo a tali ipotesi contravvenzionali e verificare, conseguentemente, l’ottemperanza alla prescrizione impartita.”

I chiarimenti del ministero

Il Ministero del Lavoro, nella Nota in oggetto chiarisce che nel settore edile, dove gli ispettori del lavoro sono competenti agli accertamenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro ai sensi dell’art. 13, D.Lgs n. 81/2008, è possibile procedere alla regolarizzazione dei lavoratori irregolari ai fini della revoca del provvedimento di sospensione, anche con riferimento agli obblighi di sorveglianza sanitaria e di formazione e informazione (condizione per potersi avvalere del personale regolarizzato). La dimostrazione di tale adempimento dovrà essere fornita dal datore di lavoro-contravventore in sede di verifica dell’ottemperanza al provvedimento di prescrizione obbligatoria adottato dal personale ispettivo per le ipotesi contravvenzionali riscontrate.

In particolare, ai fini della revoca del provvedimento di sospensione il datore di lavoro è tenuto:

  • ad effettuare la visita medica;
  • ad adempiere agli obblighi di formazione e informazione così come sancito nell’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 (cfr. Aggiornamento AP n. 42/2012).

In tale accordo viene specificato che, per il personale di nuova assunzione, deve essere preventivato l’avvio ai corsi di formazione prima dell’inizio della prestazione lavorativa o, se ciò sia impossibile, contestualmente all’assunzione. In tale ultima ipotesi, se il completamente del corso di formazione non è possibile prima dell’adibizione all’attività lavorativa, lo stesso deve essere completato entro 60 giorni dalla data di assunzione.

Applicando tale regola, il Ministero ammette la revoca del provvedimento di sospensione quando l’attività formativa del personale da regolarizzare sia stata comunque programmata in modo tale da concludersi entro il termine di 60 giorni dall’inizio della prestazione lavorativa.

Fonte: Seac