RIVISTA (FINALMENTE) LA DEDUCIBILITÀ DELLE SPESE DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Recentemente il Consiglio dei Ministri ha approvato uno specifico ddl contenente “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, c.d. “Jobs Act autonomi”.

Merita segnalare quanto previsto dall’art. 5 del ddl in esame con riguardo alla deducibilità delle spese di formazione professionale disciplinate dall’art. 54, comma 5, TUIR.

Il citato comma 5 dispone la deducibilità limitata del 50% delle spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di viaggio e soggiorno.

Nella Circolare 20.9.2012, n. 35/E l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto applicabile la deducibilità limitata anche alle spese di formazione obbligatoria sostenute dai lavoratori autonomi iscritti in Albi professionali.

Inoltre, la stessa Agenzia, nella Circolare 5.9.2008, n. 53/E ha specificato che le spese alberghiere e di ristorazione sostenute per la partecipazione ai predetti eventi formativi incontrano dapprima il limite di deducibilità del 75% e successivamente quello del 50% (di fatto tali spese risultano deducibili nella misura del 37,50%).

Come sopra accennato l’art. 5 del ddl in esame rivede il regime della deducibilità delle spese di formazione prevedendo l’integrale deducibilità, nel limite annuo di € 10.000, delle spese di iscrizione a master e a corsi di formazione / aggiornamento professionale, nonché ai convegni e congressi. 

Il citato art. 5 prevede altresì l’integrale deducibilità delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno dell’auto-imprenditorialità mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro erogati dagli organismi accreditati (agenzie per il lavoro).

Fonte: seac.it