STOP DEFINITIVO DALL’INPS ALLE NOTE DI RETTIFICA DELLA PICCOLA MOBILITÀ

L’INPS, con il Messaggio n. 717 del 30 gennaio 2015, rende nota la sospensione definitiva dell’invio delle note di rettifica volte al recupero dei benefici inerenti la cosiddetta piccola mobilità fruiti dai datori di lavoro nei primi mesi del 2013 in assenza, all’epoca, dello stanziamento delle risorse necessarie da parte della Legge di Stabilità per l’anno 2013.

L’INPS, nel messaggio, invita, inoltre, i datori di lavoro a non tenere in considerazione eventuali note di rettifica, recanti addebiti inerenti i predetti benefici, che siano già state eventualmente inviate nel mese di gennaio prima dell’emanazione del predetto messaggio.

Il nuovo intervento in materia da parte dell’INPS fa seguito al Messaggio n. 8889 del 19 novembre 2014 con il quale l’Istituto, in attesa che si definisse l’iter avviato dalla risoluzione parlamentare del 31 luglio 2014, che impegnava il Governo a reperire le fonti di finanziamento dei benefici in oggetto, aveva disposto la sospensione delle iniziative volte al relativo recupero fino alla metà di gennaio 2015 (cfr. Aggiornamento AP n. 396/2014). In precedenza, lo stesso Istituto, con il Messaggio n. 7119/2014, aveva fissato la data di spedizione delle note di rettifica in esame alla terza decade di novembre 2014 (cfr Aggiornamento AP n. 338/2014).

Con il Messaggio n. 717/2015 viene, dunque, sancito lo stop definitivo all’invio delle note di rettifica finalizzate al recupero dei predetti benefici in conseguenza allo stanziamento, da parte della Legge di Stabilità 2015, di oltre 35 milioni di euro per il relativo finanziamento (cfr. Aggiornamento AP n. 1/2015).

A tale riguardo, va evidenziato che lo stanziamento di tali risorse consente

  • da un lato, di “sanare” il comportamento di quei datori di lavoro che nei primi mesi del 2013 (gennaio e febbraio) avevano, comunque, usufruito delle agevolazioni contributive in parola per i lavoratori assunti entro il 31 dicembre 2012 e,
  • dall’altro, di estendere la possibilità di fruire, in relazione alle predette assunzioni, delle agevolazioni sopra indicate fino alla loro “naturale scadenza” e, dunque, per complessivi: 18 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato (avvenuta entro il 31 dicembre 2012);12 mesi (compresa l’eventuale proroga, comunque, avvenuta entro il 31 dicembre 2012), in caso di assunzione a tempo determinato. La trasformazione a tempo indeterminato (entro il 31 dicembre 2012) del rapporto di lavoro, precedentemente costituito a termine, consente al datore di lavoro di versare la contribuzione a proprio carico nella misura prevista per gli apprendisti (10%), per ulteriori 12 mesi, successivi al rapporto a tempo determinato.

In relazione alle agevolazioni spettanti ma all’epoca non fruite, si rimane ora in attesa di conoscere le istruzioni, da parte dell’INPS, per procedere al relativo recupero.

Fonte: Seac.it