TUTTO PRONTO PER IL TFR IN BUSTA PAGA

Sulla G.U. 19.3.2015, n. 65 è stato pubblicato il DPCM 20.2.2015, n. 29, contenente le norme attuative per la liquidazione in busta paga della quota di TFR maturanda, ossia della quota integrativa della retribuzione (c.d. Qu.I.R), introdotta, in via sperimentale, per i periodi di paga 1.3.2015 – 30.6.2018, dalla Finanziaria 2015.

In particolare, il suddetto Decreto, in vigore dal 3.4.2015, disciplina:

  • • le modalità di attuazione di cui all’art. 1, commi da 26 a 34, Finanziaria 2015;
  • le condizioni e le modalità di funzionamento del Fondo di Garanzia.

In particolare i soggetti interessati devono richiedere al datore di lavoro l’erogazione tramite un’apposita comunicazione. L’efficacia delle richieste decorrere dal mese successivo a quello della relativa formalizzazione. Così, ad esempio, per i lavoratori che ne faranno richiesta nel mese di aprile, l’erogazione avverrà sulla busta paga di maggio. I dipendenti delle aziende con meno di 50 addetti che accedono al finanziamento assistito da garanzia, devono attendere la busta paga di agosto.

In base a quanto disposto dall’art. 3 del Decreto in esame possono beneficiare della possibilità di richiedere la liquidazione della Qu.I.R i lavoratori dipendenti presso un datore di lavoro del settore privato, con rapporto di lavoro subordinato in essere da almeno 6 mesi.

Sono tuttavia esclusi:

  1. i lavoratori dipendenti domestici;
  2. i lavoratori dipendenti del settore agricolo;
  3. i lavoratori dipendenti per i quali la legge o il contratto collettivo nazionale di lavoro prevede la corresponsione periodica del TFR / accantonamento dello stesso presso soggetti terzi;
  4. i lavoratori dipendenti da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali;
  5. i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che hanno iscritto nel Registro delle Imprese un accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182bis, RD n. 267/42;
  6. i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto presso il Registro delle Imprese un piano di risanamento attestato ex art. 67, comma 2, lett. d), RD n. 267/42;
  7. i lavoratori dipendenti da datori di lavoro per i quali sono stati autorizzati interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga, se in prosecuzione dell’integrazione straordinaria, limitatamente ai soggetti in forza all’unità produttiva interessata da tali interventi;
  8. i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che hanno sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti ex art. 7, Legge n. 3/2012.

Il comma 2 del citato art. 3 dispone che la possibilità di anticipare la Qu.I.R può essere esercitata anche in caso di conferimento del TFR maturando alla forme pensionistiche complementari. In tal caso “nel corso del periodo di durata della predetta opzione, la partecipazione del lavoratore dipendente alla forma pensionistica complementare prosegue senza soluzione di continuità sulla base della posizione individuale maturata nell’ambito della forma pensionistica medesima, nonché dell’eventuale contribuzione a suo carico e/o a carico del datore di lavoro”.

Fonte: Seac.it