VOUCHER: PROCEDURA DI COMUNICAZIONE IN ATTESA DI NUOVE MODALITÀ

Gli ispettori non dovrebbero sanzionare le mancate o errate comunicazioni per ricorso al lavoro accessorio inviate dai committenti dall’8 al 16 ottobre 2016. A comunicarlo l’Ispettorato nazionale del Lavoro nella circolare n. 1 del 2016, con la quale si forniscono chiarimenti in merito alla nuova procedura di comunicazione preventiva per imprese e professionisti. L’Ispettorato fa presente, inoltre, che questa modalità comunicativa è temporanea, in quanto si è in attesa di un decreto del Ministero del lavoro che, nell’ottica di una maggiore semplificazione, potrà prevedere ulteriori modalità come l’sms o la procedura telematica. voucher_inps

L’Ispettorato nazionale del Lavoro ha emanato la circolare n. 1 del 17 ottobre 2016, con la quale fornisce i chiarimenti in merito alla comunicazione preventiva in caso di prestazione di lavoratori accessori, come prevista dal correttivo al Jobs Act (decreto legislativo n. 185/2016) che ha modificato l’articolo 49, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2016 (TU sui contratti di lavoro).

In prima analisi, ricapitoliamo la procedura comunicativa che, così come evidenziato dallo stesso Ispettorato del lavoro, non sostituisce la dichiarazione di inizio attività, già prevista nei confronti dell’INPS, da parte del committente.

Comunicazione preventiva: tempi e modalità

La comunicazione in questione va effettuata almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione e dovrà riguardare ogni singolo lavoratore che sarà impegnato in prestazioni di lavoro accessorio. Inoltre, dovrà contenere una serie di informazioni, in base alla tipologia di committente, che possiamo così riepilogare:

A. Qualora il committente sia un imprenditore non agricolo o un professionista, questi sono i dati obbligatori:

1) il codice fiscale e la ragione sociale del committente;

2) i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore;

3) il luogo della prestazione;

4) il giorno di inizio della prestazione;

5) l’ora di inizio e di fine della prestazione.

B. Qualora il committente sia un imprenditore agricolo, questi sono i dati obbligatori:

1) il codice fiscale e la ragione sociale del committente;

2) i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore;

3) il luogo della prestazione;

4) la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni.

La comunicazione, così predisposta, dovrà essere inviata, tramite posta elettronica anche non certificata, alla Direzione del lavoro, utilizzando il seguente indirizzo, appositamente creato: “voucher.XXX@ispettorato.gov.it” (al posto di XXX dovrà essere inserita la sede della Direzione del lavoro competente, esempio: voucher.Milano@ispettorato.gov.it).

Nell’oggetto dell’e-mail dovranno essere ripetuti i dati del codice fiscale e la ragione sociale del committente; inoltre, l’e-mail non dovrà contenere alcun allegato.

In caso di modifiche o integrazioni, relative alle comunicazioni già effettuate, il committente dovrà provvedere ad effettuare una ulteriore e-mail chiarificatrice, sempre nel limite massimo di 60 minuti prima dell’inizio delle attività accessorie.

In attesa del decreto attuativo

L’Ispettorato fa presente che questa modalità comunicativa è temporanea, in quanto si è in attesa di un decreto del Ministero del Lavoro che dovrà creare una infrastruttura tecnologica in grado di semplificare il più possibile i nuovi obblighi comunicativi, prevedendo ulteriori modalità come l’SMS o la procedura telematica (vedasi comunicazione prestazioni intermittenti).

Tutte le comunicazioni effettuate dovranno essere conservate in caso di verifica da parte del personale ispettivo delle Direzioni del lavoro.

La circolare purtroppo non dice se la comunicazione potrà essere inviata anche da un intermediario (es. consulente del lavoro). Ad avviso di chi scrive, non essendo stato specificato il fatto che l’indirizzo e-mail, dal quale deve partire la comunicazione, debba essere esclusivamente quello ufficiale del committente, si potrà utilizzare anche l’e-mail di un soggetto abilitato a questo servizio da parte del committente stesso (l’intermediario per l’appunto).

Periodo transitorio e sanzioni

La circolare dell’Ispettorato del lavoro termina con una frase da interpretare: “Il personale ispettivo terrà invece in debito conto, in relazione alla attività di vigilanza sul rispetto dei nuovi obblighi, l’assenza di indicazioni operative nel periodo intercorso tra l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 185/2016 e la presente circolare.”, che tradotto in termini più comprensibili dovrebbe interpretarsi nel senso che gli ispettori, nel periodo che va dall’8 al 16 ottobre 2016, non dovrebbero sanzionare le mancate o errate comunicazioni effettuate dai committenti.

Ricordo che la violazione dell’obbligo comunicativo comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa che va da 400 a 2.400 euro in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. Inoltre, in assenza della comunicazione e della dichiarazione di inizio attività all’INPS (così come disciplinata dalla nota n. 3337 del 25 giugno 2015 del Ministero del Lavoro e dalla circolare Inps n. 149/2015), è prevista l’applicazione della maxi-sanzione per lavoro nero.

 Fonte: www.ipsoa.it